mercoledì 17 Luglio 2024

Antichi genomi Maya sequenziati per la prima volta

1 mese ago

Scoperta archeologica a Chichén Itzá

Nel 1967, durante la costruzione di un aeroporto vicino a Chichén Itzá, vennero scoperti resti umani vicino al sito archeologico. Gli archeologi rinvennero una cisterna sotterranea legata a una grotta con oltre 100 corredi di resti umani, in gran parte bambini.

Antichi genomi Maya svelano misteri

Quasi 60 anni dopo, il DNA estratto da 64 bambini fornisce importanti informazioni sui rituali religiosi Maya. I bambini erano vittime sacrificali, uccise tra il 500 e il 900 d.C., e risultano essere tutti ragazzi Maya locali selezionati per essere sacrificati in coppia di fratelli.

Il contributo della ricerca genetica

I genomi dei ragazzi Maya sono stati analizzati per studiare l’eredità genetica di una pandemia che colpì il Messico nel 1545, uccidendo fino al 90% della popolazione indigena. Questo ha permesso di scoprire dettagli sulla loro identità e storia.

Una scoperta che emoziona

I genetisti, guidati da Rodrigo Barquera, hanno ottenuto il permesso di sequenziare il DNA di questi antichi Maya nel 2015. La ricerca ha portato alla rivelazione di nuovi dettagli sulla vita e i rituali di questa antica civiltà, emozionando i ricercatori coinvolti nel progetto.

Scoperte sorprendenti nella ricerca Maya

Un recente studio archeologico ha portato alla luce dati sorprendenti sulle antiche pratiche rituali Maya e sulle credenze culturali. I risultati hanno ridimensionato convinzioni a lungo radicate riguardo ai sacrifici umani nel periodo Maya.

Riscrittura della storia

L’analisi del DNA dei resti umani rinvenuti nel sacro cenote di Chichén Itzá ha rivelato dettagli inaspettati. Contrariamente alla teoria diffusa riguardo ai sacrifici di vergini, si è scoperto che le vittime erano prevalentemente bambini maschi. Questa scoperta ha scosso le basi delle credenze archeologiche tradizionali.

Secondo gli esperti, le precedenti ipotesi potrebbero essere state influenzate da idee coloniali e da informazioni limitate. Il ritrovamento dei resti ha permesso di smentire alcune teorie consolidate, aprendo nuove prospettive sulla cultura Maya.

Implicazioni genetiche e storiche

Gli esami genetici hanno rivelato che i bambini sacrificate erano per lo più maschi imparentati tra loro, con la presenza di gemelli identici. La selezione di queste vittime potrebbe essere stata influenzata da tradizioni religiose e mitologiche dei Maya, legate ai cicli di sacrificio e rinascita.

La continuità genetica tra i resti Maya e le popolazioni moderne della regione fa emergere legami profondi tra il passato e il presente. Il DNA ha rivelato anche tracce della pandemia del 1545 e ha contribuito a comprendere la storia genetica e culturale delle comunità attuali.

Riflessioni contemporanee

La condivisione dei risultati della ricerca con le comunità locali ha rafforzato il senso di identità e di orgoglio tra i discendenti dei Maya. La consapevolezza delle proprie origini e della loro eredità culturale ha alimentato una maggiore valorizzazione e rispetto per la storia e la tradizione Maya.

Il confronto tra le scoperte scientifiche e le credenze popolari ha contribuito a ridefinire la percezione dei nativi Maya e a contrastare pregiudizi radicati. L’importanza di riconoscere e celebrare le connessioni storiche e genetiche tra le generazioni ha assunto un significato profondo per le comunità coinvolte.

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