domenica 16 Giugno 2024

Come abbiamo portato via i panda giganti dallo zoo nazionale dello Smithsonian

6 giorni ago

Il trasferimento dei panda giganti dallo Smithsonian National Zoo

La scorsa settimana, Brandie Smith ha annunciato l’arrivo di due panda giganti al National Zoo di Washington DC insieme alla First Lady Jill Biden e al segretario del Smithsonian Lonnie Bunch.

Come Smith ha riscontrato, la partenza dei panda ha un impatto emotivo simile a quello dei genitori con la sindrome del nido vuoto. È stata una sensazione intensa quando ha dovuto salutare i tre panda residenti allo zoo.

La partenza dei due panda anziani, parte di un accordo di prestito con la Cina, è stata un momento significativo. La presenza dei panda nello zoo risale al 1972, in seguito al dono del governo cinese agli Stati Uniti dopo la visita di Nixon al paese.

Il ruolo dei panda come ponte tra culture

Bunch ed Ellen Stofan hanno sottolineato la fondamentale funzione di diplomazia culturale dei panda, definendoli un ponte tra il popolo americano e cinese in un articolo apparso sul Washington Post. Questo sottolinea l’importanza dei panda oltre il loro ruolo nello zoo.

La preparazione e il viaggio dei panda

Prima del viaggio in Cina, lo staff dello zoo si è concentrato sulla preparazione dei panda per il viaggio e sulla transizione graduale verso il nuovo habitat. I panda hanno compiuto un viaggio di 19 ore in aereo, accompagnati da tre membri dello staff e da una scorta di 100 chilogrammi di bambù.

Arrivati a Chengdu, Cina, i panda sono stati trasferiti al campus della Shenshuping Panda. Lo sforzo del team dello zoo è stato cruciale per garantire il benessere degli animali durante il viaggio e l’adattamento al nuovo ambiente.

Una nuova casa

Dopo 30 giorni di quarantena a Wolong, i tre grandi erbivori sono stati finalmente ammessi nella Wolong Panda Reserve. Un’impresa complessa che ha richiesto grande attenzione al benessere degli animali.

Un legame speciale

La curatrice Kate Smith, da poco incaricata, ha vissuto un momento toccante al trasferimento dei panda giganti. Il suo legame con questi animali risale al suo primo incarico allo zoo dello Smithsonian.

Un percorso professionale

Smith, biologa con master in gestione genetica delle specie in via di estinzione, ha iniziato curando rinoceronti a Dallas per poi diventare vicepresidente per la conservazione degli animali ad un’associazione a Silver Spring. Ha conseguito il dottorato nel 2010.

Un’opportunità unica

Lavorare allo zoo dello Smithsonian, casa di 2.200 animali tra cui panda giganti, rappresenta per Smith un’occasione straordinaria. In questo ruolo, supervisiona anche l’istituto di ricerca sulla conservazione dello zoo di Front Royal.
Lo zoo, parte dello Smithsonian Institution, è un complesso educativo e di ricerca.

Una sfida nel breeding

Uno dei primi compiti di Smith è stato rivisitare il programma di breeding dei panda. Dopo il successo con il cucciolo Tai Shan nel 2005, il programma ha incontrato difficoltà nel proseguire con altre nascite per via del ciclo riproduttivo complicato dei panda.

Un cambio di prospettiva

Smith ha notato che seguire protocolli standard non stava portando ai risultati sperati nel breeding dei panda. Questo ha spinto la curatrice a riconsiderare l’approccio, cercando nuove metodologie per incentivare e garantire la riproduzione di questi animali così speciali.

Una nuova approccio alla riproduzione dei panda giganti

Gli specialisti dello zoo hanno adattato i protocolli per la riproduzione di Mei Xiang, tenendo conto delle sue preferenze e comportamenti individuali anziché generali. Questo approccio ha portato a finalmente ottenere una gravidanza sostenibile.

Successi e perdite della riproduzione dei panda giganti

Nonostante la nascita di cuccioli sani come Bao Bao, Bei Bei e Xiao Qi Ji, c’è stata anche la triste perdita di alcuni piccoli. La natura imprevedibile della riproduzione animale è parte integrante del lavoro dei ricercatori.

Flessibilità e incertezza nel mondo della ricerca scientifica

Lavorare nel campo della scienza richiede capacità di adattamento, comprensione dei dati e gestione dell’incertezza quotidiana. Smith sottolinea l’importanza di essere flessibili e pronti ad affrontare rischi nel processo di ricerca.

Un ruolo amministrativo e accademico

Oltre alla cura degli animali e alla ricerca, Smith affronta sfide amministrative come la gestione delle entrate durante la pandemia. Il suo ruolo comprende anche viaggi accademici per sostenere programmi di conservazione in tutto il mondo.

Salvaguardia della biodiversità attraverso la ricerca

Smith si impegna attivamente nella conservazione di specie in pericolo come gli anfibi e le giraffe. Attraverso la ricerca e l’istruzione, cerca di proteggere le popolazioni animali e preservare la biodiversità in diverse parti del mondo.

La dedizione di Smith agli animali

Betsy Herrelko, responsabile della ricerca e del benessere degli animali, elogia la “feroce dedizione” di Smith agli animali e alle persone che si prendono cura di loro. La sua agenda riflette il tempo dedicato alla ricerca di risorse per supportare il lavoro.

L’evoluzione degli zoo

Smith sottolinea l’evoluzione degli zoo negli ultimi 50 anni, con maggior attenzione alla conservazione e alla soddisfazione dei bisogni comportamentali, sociali, psicologici e fisici delle specie. Gli zoo offrono un’importante connessione con il mondo naturale.

Il ruolo degli zoo nella conservazione

Secondo Smith, gli zoo svolgono un ruolo cruciale nel salvare specie in via d’estinzione, come i condor e gli orici dalle corna a scimitarra, grazie alla loro capacità di allevare e reintrodurre gli animali nella natura. Questa possibilità la entusiasma.

Domande e risposte rapide

Passione per gli animali

L’amore di Smith per gli animali è nato da un’esperienza magica con gli orsi polari allo zoo di Pittsburgh negli anni ’70. Questo momento ha scatenato la sua passione per la scienza e gli animali, diversa dalla prospettiva medica che pensava di intraprendere.

Confronto tra vita selvatica e zoo

Smith ritiene che gli animali negli zoo siano protetti da minacce come il bracconaggio e le malattie, ma ammette che la vita degli animali nello zoo è diversa da quella degli animali allo stato brado. La cura fornita agli animali è un fattore determinante.

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