Crollo del ponte di Baltimora: un ingegnere spiega cosa è successo e cosa deve cambiare

2 mesi ago

Crollo del ponte di Baltimora: analisi dell’incidente

La nave portacontainer MV Dali, lunga 300 metri e con un peso di circa 100.000 tonnellate, ha perso potenza e ha urtato uno dei pilastri di sostegno del Ponte Francis Scott Key a Baltimora, provocandone il crollo istantaneo. L’evento ha causato vittime, feriti e gravi ripercussioni logistiche.

Ingengere di ponti: riflessioni sul crollo

Gli ingegneri di ponti si mostrano scioccati e preoccupati per l’incidente a Baltimora. Nonostante gli sforzi per garantire la sicurezza delle infrastrutture, l’episodio sottolinea la necessità di vigilare costantemente sulla manutenzione e la sicurezza dei ponti.

Analisi dell’incidente

Perché il ponte è crollato e come renderne altri più sicuri? Il Francis Scott Key Bridge, costruito negli anni ’70, presenta caratteristiche cruciali che necessitano di adeguati sistemi di protezione contro le collisioni delle navi.

Il ponte incontrò la nave del 21° secolo

Il ponte risale alla metà degli anni ’70 e si compone di una struttura principale a tre sezioni o campate. I punti chiave per la protezione dagli impatti navali sono due supporti su ciascun lato del canale navigabile, dotati di difese come i “delfini” in cemento e parafanghi. Questi elementi sono fondamentali per assorbire l’energia d’impatto e prevenire danni al ponte stesso.

Ricostruzione e riflessioni sul futuro

La ricostruzione del ponte sarà un processo complesso e costoso, mentre le lezioni apprese dall’incidente a Baltimora richiederanno un’attenta revisione delle misure di sicurezza sui ponti simili. La sicurezza e la manutenzione costante rimangono priorità assolute per gli ingegneri e le autorità competenti.

### Il ruolo dei parafanghi nella protezione dei ponti

Il parafango svolge un ruolo cruciale nella protezione dei ponti, assorbendo l’energia degli impatti. Realizzato in legno e cemento armato, circonda i pilastri principali per garantire la sicurezza strutturale.

### Limiti di resistenza dei parafanghi

I parafanghi hanno dei limiti e non possono assorbire gli impatti di navi di dimensioni molto grandi. Nell’incidente con la MV Dali, dal peso eccezionale, il parafango non ha retto l’impatto, portando al crollo di una parte del ponte.

### Il crollo del ponte Francis Scott

Il ponte Francis Scott ha subito altri incidenti nel corso degli anni, tra cui una collisione nel 1980 che danneggiò gravemente un parafango, richiedendone la sostituzione. Questi incidenti hanno portato a miglioramenti nelle regole di progettazione per la protezione dei ponti.

### Incidenti tra navi e ponti nel mondo

Un rapporto del 2018 dell’Associazione Mondiale per le Infrastrutture del Trasporto Acquatico riporta che nel periodo tra il 1960 e il 2015, 35 crolli di ponti hanno causato vittime a causa di collisioni con navi. Questi eventi hanno spinto a un costante miglioramento delle normative di progettazione per prevenire collisioni simili.

### Miglioramenti delle regole di progettazione

Le collisioni tra navi e ponti negli anni ’70 e ’80 hanno guidato significativi miglioramenti delle regole di progettazione per la protezione dai danni strutturali. Le linee guida come quelle proposte dall’Associazione Internazionale per l’Ingegneria dei Ponti e delle Strutture hanno contribuito a rendere i ponti più sicuri.

### Prospettive per il futuro

Il costante evolversi delle normative e delle tecnologie di progettazione contribuisce a rendere i ponti sempre più sicuri. Le collisioni tra navi e ponti continuano a essere oggetto di studi e sviluppi per prevenire danni strutturali e proteggere la vita umana.

Rivoluzione nella progettazione dei ponti dopo il disastro

Il disastro del Francis Scott Key Bridge e la successiva investigazione hanno portato a una rivoluzione nella progettazione dei ponti, con nuove norme che incoraggiano la considerazione di collisioni con navi di grandi dimensioni.

Il Standard australiano per la progettazione di ponti del 2017 implementa regole per prevenire incidenti simili a Baltimore, impostando linee guida attente alle dimensioni delle navi e agli impatti derivanti.

Le norme recenti richiedono la protezione dei moli con isole artificiali, evidenziando la necessità di adattare le infrastrutture esistenti alle evoluzioni nel settore navale.

Lezioni apprese dal tragico evento

Il Francis Scott Key Bridge a Baltimora mostra il molo colpito dalla nave mercantile che ha causato il crollo delle sezioni del ponte. (Credito immagine: F Vasconcellos / Wikimedia Commons)

L’incidente ha messo in evidenza la necessità di costanti miglioramenti nell’ingegneria dei ponti, con un’attenzione particolare alle dimensioni e agli impatti delle moderne navi mercantili.

La gestione attenta delle infrastrutture è stata sottolineata come elemento essenziale per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento delle strutture, richiedendo investimenti continui nel mantenimento e miglioramento delle stesse.

La sicurezza dei ponti deve essere sempre rafforzata e allineata alle nuove sfide che il progresso tecnologico e industriale presenta, richiedendo un approccio proattivo nella gestione e nella progettazione delle infrastrutture.

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