martedì 16 Luglio 2024

Foresta pluviale di super alberi discendenti dal supercontinente perduto Gondwana in fase di creazione in Australia

6 giorni ago

Australia: Protezione della foresta pluviale e del suo patrimonio

In Australia, una “banca dei semi vivente” è in fase di costruzione per salvaguardare i restanti frammenti della foresta pluviale continentale dai cambiamenti climatici. L’obiettivo principale è preservare alberi antichi con radici che risalgono al supercontinente Gondwana.

La scomparsa della Big Scrub

La lussureggiante foresta pluviale Big Scrub si estendeva su 185.000 acri nell’Australia orientale. L’influenza umana e gli incendi hanno ridotto questa estensione originale all’1%. Le temperature in aumento e la siccità minacciano i rimanenti frammenti, impoverendo la biodiversità.

Alberi antichi discendenti dal Gondwana

Alcune specie, discendenti dal Gondwana, come il Carabeen rosso e giallo, risalgono a oltre 50 milioni di anni fa. Questi alberi, alti fino a 50 metri, svolgono un ruolo fondamentale nella struttura della foresta. Proteggerli è essenziale per preservare l’ecosistema.

Il progetto “La Scienza Salva le Foreste Pluviali”

Attraverso il progetto gestito dal Big Scrub Rainforest Conservancy, 60 specie di piante, incluse quelle risalenti al Gondwana, sono al centro delle attenzioni. Il DNA di queste specie viene raccolto per garantirne la conservazione e lo studio.

Preservare la diversità genetica delle piante

Un nuovo approccio scientifico mira a preservare la diversità genetica delle piante all’interno del loro habitat naturale, analizzando il genoma di diverse specie che abitano specifiche aree geografiche.

Questo studio ha lo scopo di valutare quanto la diversità genetica di una specie sia strutturata in relazione alle variazioni climatiche, fornendo informazioni cruciali per comprendere come le piante della foresta pluviale possano adattarsi a condizioni climatiche future più calde e secche.

Identificare piante adattate al cambiamento climatico

Attraverso l’analisi del genoma, i ricercatori possono individuare le popolazioni vegetali più diverse e adattate al cambiamento climatico. Queste popolazioni verranno coltivate in una “banca dei semi vivente” per preservarne la diversità e favorire la resistenza allo stress ambientale.

Le piante selezionate verranno propagate e coltivate in una vasta piantagione di ricerca nel Nuovo Galles del Sud, con l’obiettivo di ripristinare frammenti di foresta rimanenti e creare paesaggi che richiamino la biodiversità delle foreste pluviali intatte.

Sfide e prospettive future

Sebbene il progetto offra una speranza concreta per la conservazione delle specie vegetali minacciate, alcuni esperti, come Sebastiano Pfautsch, sollevano delle preoccupazioni. Studi precedenti sull’adattamento degli alberi alle temperature più elevate indicano possibili limiti.

La dipendenza dai finanziamenti pubblici è un’altra questione critica sollevata dagli esperti, che sottolineano l’importanza di garantire il sostegno continuo per la crescita e lo sviluppo delle piante coltivate.

Un modello per la salvaguardia degli ecosistemi minacciati

Nonostante le sfide, il team di ricerca mantiene un’ottimistica visione del progetto, considerandolo un potenziale modello per future iniziative di conservazione genetica non solo nelle foreste pluviali, ma anche in altri ecosistemi globalmente minacciati.

Secondo Kooyman, il progetto potrebbe aprire la strada a nuovi approcci scientifici mirati a preservare la diversità genetica delle piante e a fronteggiare le sfide ambientali in tutto il mondo.

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