venerdì 24 Maggio 2024

Gli archeologi rivelano un’antica fabbrica di tintura viola

3 mesi ago

La scoperta dell’antica fabbrica di tintura viola

Un’interessante scoperta archeologica ha portato alla luce un antico sito di produzione di tinture viola, utilizzate per secoli come simbolo di status e potere.

Il valore della porpora di Tiro

Il pregiato pigmento noto come porpora di Tiro, ottenuto dalle ghiandole mucose delle lumache di mare murex, era così costoso da essere riservato a sacerdoti, nobiltà e reali. La sua produzione richiedeva una grande quantità di lumache e di manodopera.

Un mistero lungamente irrisolto

Per lungo tempo, la provenienza di questa preziosa tintura viola è stata avvolta nel mistero. Solo ora, grazie a uno studio condotto dall’Università di Haifa, si è scoperto che un promontorio chiamato Tel Shiqmona potrebbe essere stata una grande fabbrica di tintura viola per secoli.

Le rivelazioni dello studio

Lo studio condotto da Golan Shalvi ha dimostrato che Tel Shiqmona è stato per gran parte dell’età del ferro un importante sito di produzione di tintura viola di grandi dimensioni. Questa scoperta getta nuova luce su questo antico stabilimento, mostrandone l’importanza economica e storica.

Un ruolo cruciale

Durante la prima metà del IX secolo a.C., gli israeliti presero il controllo di Tel Shiqmona, trasformandolo in un’operazione di produzione su vasta scala. Questo avvenne in un periodo di grande cambiamento politico ed economico nella regione.

Collaborazione e mistero

La nuova fabbrica di tintura viola era gestita in collaborazione tra israeliti e fenici, con questi ultimi che detenevano il segreto della produzione. Resta ancora un mistero se la collaborazione fosse avvenuta tramite coercizione o con la cooperazione delle parti coinvolte.

La produzione della porpora a Tel Shiqmona

In base a uno studio condotto, i beni prodotti a Tel Shiqmona, come tessuti tinti di viola, venivano distribuiti alle élite e ai templi locali. Questa pratica coinvolgeva diverse aree, tra cui Israele, Fenicia, Filistea, Aram, Giudea e Cipro.

Secondo il dottor Shalvi, i coloranti utilizzati a Tel Shiqmona potrebbero aver creato la porpora argaman e il colore techelet menzionati molte volte nella Bibbia ebraica. Questi colori erano importanti per rituali religiosi ebraici e, addirittura, hanno ispirato il blu della bandiera israeliana.

L’influenza della porpora di Tiro

La porpora di Tiro era il colorante più resistente conosciuto nell’antichità. I tessuti tinti assumevano varie tonalità, dal verde-bluastro al rosso violaceo, a seconda di come veniva preparata la tintura. Il tono più vivo era il cremisi profondo, descritto dallo storico romano Plinio come “sangue rappreso” sfumato di nero.

Nell’antica Roma, solo l’imperatore, i senatori e i consoli avevano il permesso di indossare tessuti viola. Inoltre, le leggi suntuarie limitavano l’uso di questo colore ai vertici della società romana, conferendo un significato di prestigio e potere.

Le origini della porpora di Tiro

Le origini della porpora di Tiro risalgono ai minoici di Creta attorno al 1900 a.C., che producevano una tintura viola dalle lumache marine. Questa pratica si diffuse nel Mediterraneo orientale, con il centro di produzione che si spostò poi a Tiro. Tuttavia, non ci sono conferme dirette da fonti primarie o archeologiche.

Secondo alcune ipotesi, il nome “Fenicia” potrebbe derivare da “phoinike”, che significa “porpora rossastra”, suggerendo che la regione fosse conosciuta come “la terra della porpora”.

La leggenda della porpora

Secondo un racconto attribuito a Giulio Polluce, Ercole di Tiro, noto come Melqart per i Fenici, scoprì casualmente il colore viola mentre una lumaca di mare morsi il suo cane. Questo evento portò alla produzione della prima veste viola, diventata presto un simbolo di potere e ricchezza.

Nel XVII secolo, l’artista Peter Paul Rubens immortalò questa leggenda nel dipinto “Il cane di Ercole scopre la tintura viola”, anche se commise un errore nell’identificare il tipo di lumaca coinvolta nella produzione della porpora.

La scoperta di Tel Shiqmona

Il sito archeologico di Tel Shiqmona, situato a 30 miglia a nord di Tel Aviv, ha rivelato interessanti dettagli sulla produzione di pigmento viola. Questo pigmento era ottenuto dalle budella di tre specie di lumache marine predatrici.

Un enigma archeologico

Gli archeologi erano confusi per lungo tempo riguardo al sito di Tel Shiqmona, poiché sembrava essere un forte eretto in una posizione insolita, lontano dai terreni agricoli e senza un porto sicuro.

Scavi e scoperte

Dagli anni ’60 ai ’70, l’archeologo Yosef Elgavish ha condotto scavi estensivi a Tel Shiqmona, scoprendo attrezzature per la tessitura, tini di ceramica viola e insediamenti umani risalenti a circa 1500 a.C.

Il ruolo nella produzione della tintura viola

Secondo il dottor Elgavish, Tel Shiqmona potrebbe aver avuto un ruolo nella produzione della tintura viola, ma i dettagli erano ancora oscuri. Il sito è stato poi ignorato per decenni, fino a un progetto avviato nel 2016.

Una scoperta inaspettata

Il dottor Shalvi ha riclassificato la cronologia del sito in quattro episodi principali, rivelando una complessità nella storia della regione. Dopo anni di studi, ha fatto una scoperta sorprendente riguardo al pigmento viola.

Verifica scientifica

Dopo aver consultato la dottoressa Gilboa, il dottor Shalvi ha confermato la veridicità della presenza del pigmento viola a Tel Shiqmona. Le analisi chimiche hanno dimostrato la concretezza di questa importante scoperta.

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