domenica 16 Giugno 2024

Gli scienziati sono buoni presidenti? Come si sono comportati cinque leader nazionali

1 settimana ago

Il rapporto tra competenza scientifica e leadership politica

La recente elezione in Messico di Claudia Sheinbaum Pardo, fisica ed ingegnere ambientale, come prima presidente donna del paese, solleva interrogativi sull’incidenza della competenza scientifica sulla leadership politica.

Alcuni ritengono che il background scientifico possa essere sia un vantaggio che uno svantaggio per un leader politico, portando con sé conoscenze dettagliate ma anche il rischio di distacco dalla realtà.

Herbert Hoover: un tecnocrate alla presidenza degli Stati Uniti

Herbert Hoover, presidente degli Stati Uniti dal 1929 al 1933, laureato in geologia, acquisì notorietà per il suo ruolo nel programma di aiuti alimentari belgi durante la prima guerra mondiale. La sua gestione tecnocratica come Segretario del Commercio fu lodata ma, durante la Grande Depressione, la mancanza di sensibilità politica lo rese impopolare e fu estromesso dopo un solo mandato.

Margaret Thatcher: una chimica in politica

Margaret Thatcher, formata in chimica e ricercatrice, divenne il primo ministro più iconico e controverso del Regno Unito. Dopo un’esperienza lavorativa come chimico, ha guidato il partito conservatore alla vittoria nel 1979, affrontando scalpore in seguito a scioperi sindacali. Durante i suoi 11 anni di governo, ha implementato politiche di libero mercato che hanno ridefinito il panorama politico britannico.

Margaret Thatcher, Primo Ministro del Regno Unito, 1979-1990

Margaret Thatcher ha privatizzato industries e servizi pubblici, tagliando la spesa per assistenza sanitaria, istruzione e alloggi. I tagli ai finanziamenti e l’aumento della disoccupazione hanno influito sulla sua popolarità.

Nel 1982, la vittoria del Regno Unito contro l’Argentina nella Guerra delle Falkland ha migliorato la sua reputazione. Tuttavia, la sua formazione scientifica non è stata pienamente applicata alla leadership politica, secondo l’economista John Muellbauer dell’Università di Oxford.

APJ Abdul Kalam, Presidente dell’India, 2002-2007

APJ Abdul Kalam davanti alla residenza ufficiale del presidente indiano nel 2007.Credito: Sunil Saxena/Hindustan Times tramite Getty

Avul Pakir Jainulabdeen (APJ) Abdul Kalam, noto per il suo lavoro come scienziato aerospaziale, è diventato il presidente dell’India nel 2002. Ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di programmi spaziali e missilistici per il paese, guadagnandosi grande rispetto.

Nonostante il ruolo principalmente cerimoniale del presidente indiano, Kalam ha ispirato molti, in particolare i giovani scienziati, a lavorare per il progresso scientifi. La sua visione era di sfruttare la scienza e la tecnologia interne per promuovere lo sviluppo del paese.

Angela Merkel, Cancelliere della Germania, 2005-2021

Angela Merkel, mostrata nel 2014, è stata il secondo capo di governo più longevo della Germania.Credito: Jochen Zick/Getty

Angela Merkel, con una formazione in chimica quantistica, è stata la prima donna a essere eletta cancelliere della Germania nel 2005. Con un background scientifico, ha affrontato questioni politiche con pragmatismo, dal debito europeo alla pandemia di COVID-19.

Merkel è nota per aver adottato approcci scientifici nell’affrontare le sfide politiche, valutando teorie e soluzioni in modo obiettivo. Questa prospettiva scientifica le ha permesso di lavorare in modo collaborative e di conseguenza ha ottenuto alti livelli di approvazione.

Yukio Hatoyama: breve mandato come primo ministro del Giappone

Il mandato di Yukio Hatoyama come capo del governo giapponese è stato breve, attribuito da alcuni al suo idealismo eccessivo. Essendo di sinistra, veniva considerato troppo “puro” e teorico nel suo approccio politico.

Hatoyama, con un dottorato in ingegneria industriale da Stanford, ha svolto ricerca nel campo della probabilità applicata prima di intraprendere la carriera politica. Proveniente da una famiglia di politici, era parte di una sorta di “genealogia politica”.

Nel settembre 2009, Hatoyama è diventato il 93esimo primo ministro del Giappone dopo la vittoria elettorale del Partito Democratico del Giappone. Nonostante inizialmente tagli alla spesa pubblica, la resistenza della comunità scientifica ha preservato progetti fondamentali come un impianto di radiazione di sincrotrone.

Dimissioni anticipate e critiche

Dopo soli otto mesi di governo, Hatoyama si è dimesso per non aver mantenuto la promessa elettorale di trasferire una base militare americana da Okinawa. La decisione di spostare la base in un’altra parte dell’isola ha generato malcontento tra la popolazione locale.

Hatoyama è stato definito “ingenuo” e privo di una visione realistica del mondo dai critici. Il suo breve mandato illustra le sfide che i politici devono affrontare nel passaggio dalla scienza alla politica senza alienare gli elettori.

Consigli per i politici scienziati

I consigli di esperti come Mike Lubell sono chiari: i politici scienziati devono bilanciare sapientemente la loro conoscenza scientifica con le necessità politiche. La scienza non è l’unico determinante delle decisioni politiche e la democrazia deve rimanere al centro delle scelte politiche.

Lubell mette in guardia sul pericolo di un avvicinamento eccessivo alla politica tradizionale, suggerendo che la democrazia deve essere preservata per garantire lo sviluppo scientifico e tecnologico. Questo equilibrio sarà cruciale per un paese come il Messico e per la sua crescita nel settore scientifico.

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