mercoledì 22 Maggio 2024

Gli studi sulla sindrome di New Havana non trovano prove di lesioni cerebrali

2 mesi ago

Ultimi Studi sulla Sindrome di New Havana: Nessuna Prova di Lesioni Cerebrali

Nuovi studi condotti dal National Institutes of Health non hanno riscontrato lesioni cerebrali nei diplomatici e agenti affetti dalla sindrome dell’Avana, confermando le conclusioni delle agenzie di intelligence statunitensi sugli strani incidenti sanitari.

Le agenzie hanno escluso un’origine ostile dei sintomi debilitanti associati alla sindrome e non hanno individuato armi o dispositivi responsabili, suggerendo invece fattori ambientali o condizioni mediche preesistenti come possibile causa.

Risultati Coerenti con Determinazioni Precedenti

Il capo di uno dei nuovi studi ha dichiarato che i risultati confermano le conclusioni delle agenzie di intelligence, sebbene lo studio non fosse progettato per identificare una causa specifica.

Gli autori del nuovo studio contrastano i risultati della ricerca dell’Università della Pennsylvania, che aveva evidenziato differenze nelle scansioni cerebrali di persone con sintomi della sindrome dell’Avana rispetto a un gruppo di controllo.

Le Critiche del Dr. David Relman sui Nuovi Studi

Il Dr. David Relman, scienziato esperto che ha acceduto ai dossier riservati sui casi di sindrome dell’Avana, ha criticato i nuovi studi, sostenendo che lesioni cerebrali possono essere difficili da rilevare con mezzi convenzionali.

L’articolo è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association insieme a un editoriale del Dr. Relman che contestava i risultati ottenuti.

Amministrazione Biden e Indagini Sugli Incidenti

Gli incidenti legati alla sindrome di New Havana si sono verificati principalmente alla fine del 2016 e nel 2017 a L’Avana, diffondendosi successivamente in altre località come Cina e Austria. L’amministrazione Biden si è impegnata a migliorare l’assistenza sanitaria per le vittime e ad approfondire le cause di tali sintomi.

Studi condotti dall’Università della Pennsylvania avevano individuato lesioni cerebrali atipiche nelle persone affette, ma i nuovi studi del NIH hanno coinvolto un campione diverso di partecipanti, meno sovrapposti a quelli delle ricerche precedenti.

Analisi dei Risultati

Le scansioni cerebrali effettuate dai ricercatori del NIH non hanno rivelato differenze significative rispetto al gruppo di controllo, mettendo in discussione le scoperte precedenti che indicavano possibili lesioni cerebrali legate alla sindrome dell’Avana.

Gli scienziati del NIH sostengono che le loro scansioni più precise, eseguite in ambiente di ricerca, siano più affidabili rispetto a quelle effettuate in contesti clinici, sollevando dubbi sulla reale presenza di lesioni cerebrali in tali casi.

Studi a confronto: diversità di metodologia

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno confrontato due diversi studi, sottolineando le differenze nei gruppi di pazienti analizzati e la progettazione dello studio NIH che non mirava a replicarne i risultati.

Disturbi neurologici funzionali e stress

Il NIH ha diagnosticato disturbi neurologici funzionali anziché lesioni cerebrali traumatiche. Questi disturbi, spesso stress-indotti, sono stati oggetto di dibattito tra gli scienziati.

Sospetto di cause esterne e ruolo dello stress

Pur non escludendo cause esterne, i ricercatori hanno evidenziato come lo stress possa meglio spiegare i sintomi riscontrati nella sindrome dell’Avana, sollevando dubbi sulla presenza di fattori psicosomatici.

Preoccupazioni etiche e consenso dei pazienti

Alcuni pazienti affetti dalla sindrome dell’Avana hanno espresso preoccupazioni sullo studio condotto dal NIH, sollevando dubbi sull’informazione preventiva e sul consenso informato per la partecipazione degli individui alla ricerca.

Utilizzo politico dei risultati

Esiste il timore che le agenzie di intelligence possano strumentalizzare lo studio per sostenere la teoria di assenza di cause esterne nei casi di sindrome dell’Avana, configurando un pericolo di manipolazione dei dati a fini politici.

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