giovedì 13 Giugno 2024

“Guarda tutto ciò che non capiamo”: lo studio svela un nuovo livello della malattia di Alzheimer

3 settimane ago

Un’Analisi Rivoluzionaria sulla Malattia di Alzheimer

Una ricerca recente suggerisce che diverse versioni di RNA codificate da singoli geni possano giocare un ruolo importante nella malattia di Alzheimer. Queste molte genetiche potrebbero aprire nuove strade per trattamenti e diagnosi preventiva.

RNA e il Suo Ruolo Chiave

Il nuovo studio pubblicato su una rivista scientifica all’avanguardia svela un aspetto inedito riguardo all’RNA, il quale copia le istruzioni dal DNA e le trasmette per la produzione di proteine. Tuttavia, l’RNA può dare origine a molte versioni chiamate isoforme, che svolgono ruoli diversi nella cellula.

Lo Straordinario Processo dello Splicing Alternativo

Il processo chiamato “giunzione alternativa” consente a un gene di generare molteplici RNA, aprendo la strada a diverse funzioni cellulari. Questo processo, gestito dallo spliceosoma, consente alla cellula di variare la composizione dell’RNA, creando una diversità di molecole con funzioni uniche.

L’Importanza dello Splicing per la Ricerca sulla Malattia di Alzheimer

Lo studio sottolinea che, nonostante la maggior parte dei geni esprima una sola isoforma di RNA, alcuni possono produrne decine o addirittura centinaia grazie allo spliceosoma. Questa scoperta potrebbe avere implicazioni cruciali nello studio e nella comprensione della malattia di Alzheimer.

Prossimi Passi e Prospettive Future

Il lavoro di ricerca in corso potrebbe portare a nuove scoperte sulle basi genetiche della malattia di Alzheimer e su possibili approcci terapeutici. Comprendere come le diverse isoforme di RNA influenzino lo sviluppo della malattia potrebbe essere fondamentale per individuare diagnostic precoci e trattamenti più efficaci.

Scoperte 700 nuove isoforme di RNA in uno studio sull’Alzheimer

Un team di scienziati, tra cui Ebbert, ha identificato 700 nuove isoforme di RNA, alcune legate all’Alzheimer. L’attività dei geni era simile tra persone malate e sane, ma non le isoforme, rivelando dettagli sottili che potrebbero essere persi senza un’analisi approfondita.

Lo studio ha coinvolto 12 donatori di organi deceduti, sei con Alzheimer e sei senza sintomi. L’analisi del tessuto cerebrale è stata effettuata con “sequenziamento a lunga lettura” per rivelare dettagli sulle isoforme di RNA.

Importanza delle isoforme di RNA per comprendere le malattie

Le isoforme di RNA da geni simili sono molto simili tra loro, ma rivelano differenze cruciali nelle funzioni biologiche. Il sequenziamento a lunga lettura consente di individuare queste differenze, che potrebbero passare inosservate con metodi tradizionali.

Di tutte le isoforme scoperte, 53 sono associate a condizioni di salute note. In particolare, alcune isoforme sono legate a geni collegati alle anomalie proteiche osservate nell’Alzheimer, come APP e MAPPA.

Variazioni nelle isoforme di RNA correlate all’Alzheimer

Confrontando i tessuti cerebrali di persone con e senza Alzheimer, sono emerse variazioni significative in alcune isoforme di RNA. Uno studio ha evidenziato un gene chiamato TNFSF12 coinvolto in queste differenze.

Scoperti Nuovi Focolai di Infiammazione nel Cervello nell’Alzheimer

Una recente ricerca ha identificato due diverse isoforme legate al gene TNFSF12, una potenziata nei pazienti con Alzheimer e l’altra presente in quantità maggiori nei cervelli sani.

Il gene in questione è stato associato all’infiammazione cerebrale presente nella malattia di Alzheimer, tuttavia, la presenza di multiple isoforme richiede ulteriori studi per individuare quella responsabile dell’infiammazione.

Studio Preliminare con Risultati Promettenti

Pur presentando risultati interessanti, lo studio ha coinvolto solamente 12 cervelli, rendendo prematuro generalizzarli ad altre condizioni al di fuori del campione analizzato, hanno precisato gli studiosi.

Per ampliare il campione e confermare i risultati, il co-primo autore, il Prof. E Brandon dell’Università del Kentucky, sta avviando un nuovo studio su oltre 300 cervelli. L’obiettivo a lungo termine è individuare isoforme di RNA per futuri farmaci contro l’Alzheimer.

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