domenica 16 Giugno 2024

I conflitti personali, anche la violenza, non sono rari nelle cure a lungo termine

1 settimana ago

Conflitti nelle cure a lungo termine: un problema diffuso

In una struttura di residenza assistita nello Stato di New York, si sono verificati episodi di violenza tra residenti, evidenziando la complessità delle dinamiche in queste strutture.

A Salisbury, nel Maryland, un altro episodio ha sollevato preoccupazioni, portando alla luce la necessità di maggiori controlli e supporto per garantire la sicurezza e il benessere dei residenti più vulnerabili.

La violenza nelle strutture di assistenza a lungo termine

Nei luoghi di assistenza a lungo termine, i conflitti tra residenti possono prendere forme diverse, dallo scontro verbale alla violenza fisica, mettendo in luce la complessità delle relazioni all’interno di queste comunità.

Un problema grave e sottostimato

Uno studio condotto da Eilon Caspi dell’Università del Connecticut ha rivelato che vi sono state numerose morti di residenti dovute agli incidenti provocati da altri residenti, sottolineando la gravità e la sottostima di questo problema.

Questo fenomeno, spesso non adeguatamente riportato dai media o alle autorità competenti, evidenzia la necessità di maggiori controlli e misure preventive all’interno di queste strutture.

Un paradosso preoccupante

Karl Pillemer, gerontologo della Cornell University, ha evidenziato un paradosso allarmante: le strutture destinate a prendersi cura dei più vulnerabili della società spesso sono teatro di episodi di violenza e conflitto, sollevando dubbi sulla sicurezza e il supporto offerti.

Secondo uno studio del 2016 condotto da Pillemer e colleghi, il 20,2% dei residenti è coinvolto in episodi di maltrattamenti da residente a residente, sottolineando la diffusione del fenomeno anche in contesti considerati di alta qualità.

La necessità di interventi e misure preventive

La violenza e i conflitti nelle strutture di assistenza a lungo termine rappresentano una sfida complessa che richiede interventi mirati e misure preventive per garantire la sicurezza e il benessere di tutti i residenti.

È fondamentale affrontare questo problema con sensibilità e professionalità, adottando strategie efficaci per prevenire e gestire situazioni di conflitto all’interno di queste comunità vulnerabili.

Aggressioni tra residenti in case di cura e residenze assistite: un’analisi dei dati

Uno studio condotto su 930 residenti in 14 strutture di New York ha rivelato che circa il 15% dei residenti in residenze assistite è coinvolto in aggressioni da residente a residente entro un mese, una percentuale più elevata del previsto.

Tipologie di aggressioni e principali dati emersi

L’11% delle aggressioni è di natura verbale, mentre il 4-5% coinvolge anche aggressioni fisiche. Vi sono anche casi di comportamenti sessuali indesiderati e altri atti lesivi come intrusioni non autorizzate. Alcuni residenti subiscono più tipi di aggressioni contemporaneamente.

Fattori di rischio e contesto delle aggressioni

I residenti più giovani e autonomi sono a rischio maggiore, specialmente nelle unità per la demenza, dove gli incidenti si verificano più frequentemente. La demenza è un fattore chiave, ma spesso l’origine delle aggressioni rimane indefinita a causa delle condizioni cognitive dei residenti.

Psicologia e conseguenze sul benessere dei residenti

Le aggressioni, seppur non gravi, possono causare danni fisici significativi in una popolazione anziana e fragile. L’insicurezza e l’ansia derivanti da questi atti impattano pesantemente sul benessere psicologico dei residenti, già provati da malattie, depressione e farmaci.

Considerazioni conclusive sull’assistenza agli anziani

Le aggressioni tra residenti sono un problema complesso, legato alle condizioni cognitive e alla convivenza in spazi ristretti. Sono necessarie politiche e formazione specifica per gestire tali situazioni e garantire un ambiente sicuro e accogliente per gli anziani.

Prevenire gli incidenti di maltrattamenti nelle strutture per l’assistenza a lungo termine

I cambiamenti per migliorare l’assistenza di lungo termine possono ridurre gli incidenti di maltrattamenti. Valutazioni adeguate, monitoraggio e personale ben addestrato possono prevenirli, afferma Lori Smetanka del National Consumer Voice for Quality Long-Term Care.

La carenza di personale, aggravata dalla pandemia di Covid-19, rende difficile il monitoraggio delle situazioni. Studi dimostrano che i maltrattamenti tra residenti sono più frequenti in presenza di carichi di lavoro elevati per gli assistenti.

Migliorare la struttura e la formazione del personale

Un numero sufficiente di personale permetterebbe di monitorare attentamente i residenti e di prevenire incidenti. Riconfigurare le strutture evitando corridoi lunghi, introdurre stanze private e regolare gli orari delle attività possono ridurre gli attriti tra i residenti.

I nuovi mandati Medicare prevedono un aumento del personale nelle strutture infermieristiche. Nel frattempo, la formazione specifica sul problema è fondamentale, come il programma sviluppato da Cornell che si è dimostrato efficace nell’aumentare la consapevolezza del personale.

Effetti positivi della formazione

Studi hanno dimostrato che dopo la formazione, il personale è più in grado di riconoscere e segnalare incidenti aggressivi. Cadute e infortuni sono diminuiti in seguito all’addestramento, sebbene con risultati non ancora statisticamente significativi.

La formazione aiuta a comprendere i fattori di rischio e a intervenire tempestivamente. Ignorare situazioni problematiche può portare rapidamente a conseguenze negative, sottolinea la signora Rorick, direttrice del programma di formazione a livello nazionale.

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