domenica 16 Giugno 2024

I conflitti personali, anche la violenza, non sono rari nelle cure a lungo termine

1 settimana ago

Conflitti nelle cure a lungo termine: una realtà da non sottovalutare

Nei centri di assistenza a lungo termine, situazioni di tensione e violenza non sono rare. In una struttura a New York, una donna esasperata spinge un uomo con il deambulatore per farlo muovere, mentre altrove una donna trova un residente nella sua camera.

A volte i residenti urlano, si minacciano, si invadono reciprocamente lo spazio o si comportano in modi molesti. In alcuni casi, si arriva anche a schiaffi o spinte, creando situazioni di pericolo e disagio.

Un problema sottovalutato

Uno studio condotto da Eilon Caspi ha evidenziato 105 morti di residenti in strutture simili a causa di incidenti con altri residenti. Il numero reale potrebbe essere ancora più alto, considerando che molti casi restano non segnalati o poco pubblicizzati.

Karl Pillemer, gerontologo della Cornell University, sottolinea come le strutture che dovrebbero prendersi cura delle persone più vulnerabili possano diventare ambienti violenti. Il 20,2% dei residenti è coinvolto in episodi di aggressione ogni mese, secondo uno studio condotto in case di cura a New York.

Un problema generalizzato

Il dottor Pillemer afferma che la violenza è diffusa indipendentemente dalla qualità della struttura. Un recente studio ha confermato l’alto tasso di aggressioni tra residenti, mettendo in luce la necessità di affrontare il problema in modo serio e immediato.

Il rischio di conflitti e violenza nelle strutture di assistenza a lungo termine sottolinea l’importanza di garantire un ambiente sicuro e rispettoso per tutti i residenti, oltre a implementare strategie efficaci per prevenire situazioni di pericolo e disagio.

Aggressioni tra residenti nelle strutture di residenza assistita

Uno studio condotto in 14 grandi strutture dello Stato di New York ha rilevato che circa il 15% dei residenti in residenze assistite è coinvolto in aggressioni da residente a residente entro un mese, malgrado la prevalenza inferiore attesa.

La maggior parte delle aggressioni è di natura verbale, con circa il 9% dei residenti nelle case di cura e l’11% nelle residenze assistite che subiscono discussioni rabbiose, insulti o minacce. Tra il 4% e il 5% ha subito aggressioni fisiche.

Alcuni eventi sono stati classificati come inappropriati dal punto di vista sessuale o come intrusioni, danneggiamenti di proprietà o gesti minacciosi. Alcuni residenti hanno sperimentato più di un tipo di aggressione.

Caratteristiche dei coinvolti e luoghi più a rischio

I residenti più giovani, autonomi e con deterioramento cognitivo moderato sono più a rischio. Gli incidenti si verificano più frequentemente nelle unità specializzate nella demenza, dove le interazioni possono causare tensioni.

Le persone affette da malattie cerebrali possono manifestare comportamenti aggressivi a causa dell’ambiente stressante e sovraffollato. Spesso, la demenza complica la comprensione delle cause scatenanti delle aggressioni.

Effetti fisici e psicologici sulle vittime

Le aggressioni possono portare a infortuni gravi in una popolazione anziana fragile, causando cadute, fratture e lacerazioni. Inoltre, le vittime possono sviluppare ansia e insicurezza nel luogo che chiamano casa.

È fondamentale comprendere che i residenti affetti da demenza e malattie cerebrali agiscono spesso in modo incoerente a causa delle loro condizioni. La gestione di queste situazioni richiede sensibilità e competenze specifiche.

Prevenire e Ridurre gli Incidenti di Aggressione tra Residenti

L’implementazione di misure preventive potrebbe ridurre gli incidenti tra i residenti nelle strutture di assistenza a lungo termine. Valutazioni adeguate, monitoraggio costante e personale adeguato ed esperto potrebbero prevenire tali situazioni.

La carenza di personale, peggiorata dalla pandemia, è un problema diffuso. Studi dimostrano che le aggressioni tra residenti sono più frequenti quando il carico di lavoro è elevato. Un maggiore numero di operatori potrebbe consentire una sorveglianza più attenta sui residenti.

La riconfigurazione delle strutture, con stanze private e aree comuni ben organizzate, potrebbe contribuire a ridurre i conflitti. Aprire le sale da pranzo in anticipo e adottare altre misure preventive può prevenire situazioni di tensione e congestione tra i residenti.

Formazione e Iniziative Educative

La formazione del personale è fondamentale per la prevenzione di comportamenti aggressivi tra i residenti. Programmi come “Migliorare le relazioni con i residenti nell’assistenza a lungo termine” offrono corsi online e in presenza per aiutare i dipendenti a riconoscere e gestire tali incidenti.

Studi hanno dimostrato che la formazione porta a una maggiore consapevolezza e capacità di segnalazione degli eventi aggressivi. Inoltre, l’addestramento è correlato a una diminuzione di cadute e infortuni tra i residenti, seppur con dati ancora non statisticamente significativi.

La sensibilizzazione sulle cause e i fattori di rischio specifici è cruciale per affrontare il problema. La formazione aiuta ad intervenire tempestivamente e evitare l’escalation delle situazioni conflittuali.

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