Il primo utente Neuralink descrive gli alti e bassi della vita con il chip cerebrale di Elon Musk

2 settimane ago

La vita con il chip cerebrale Neuralink: l’esperienza di un utente pioniere

Noland Arbaugh, primo utente dell’interfaccia cervello-computer Neuralink, rivela che non sentirebbe la presenza del chip cerebrale se non ne ricordasse l’intervento. Non riuscirebbe a percepirlo senza un’indicazione fisica, nonostante abbia elettrodi nel cervello.

Impatto positivo sulla vita di Noland Arbaugh

Nonostante la discrezione fisica del chip cerebrale di Neuralink, Arbaugh afferma che ha avuto un grande impatto sulla sua vita, aiutandolo a “riconnettersi con il mondo”. Il trentenne è stato il primo ad ottenere l’impianto N1, conosciuto come “il Link”, tramite un intervento chirurgico robotico nel primo studio umano approvato da Neuralink.

Elon Musk e l’attenzione su Neuralink

Le interfacce cervello-computer (BCI) esistono da decenni, ma l’interesse pubblico è stato rivitalizzato grazie a Elon Musk e a Neuralink. La tecnologia potrebbe rivoluzionare la vita di persone con tetraplegia e altre disabilità neurologiche, offrendo nuove prospettive e opportunità.

Varie tipologie di BCI

Esistono diverse tipologie di BCI, che variano nel design, nella invasività e nella capacità di catturare informazioni neurali. Alcuni dispositivi utilizzano array di elettroencefalogrammi esterni, mentre altri impiegano elettrodi posti sulla superficie del cervello o addirittura impianti intracorticali, come il sistema di Neuralink.

La sfida di catturare l’attività neurale

Catturare l’attività neurale è paragonabile a registrare una conversazione tra due persone in un luogo affollato. Neuralink posiziona gli elettrodi vicino ai singoli neuroni, consentendo una maggiore precisione nel monitorare l’attività neurale. Questo approccio permette di rilevare segnali con maggiore chiarezza e precisione.

Conclusione

Neuralink rappresenta una svolta significativa nel campo delle BCI, offrendo nuove possibilità per migliorare la vita di persone con disabilità neurologiche. L’esperienza di Arbaugh illustra come questa tecnologia possa avere un impatto positivo tangibile sulle persone affette da condizioni debilitanti.

Il futuro delle interfacce cerebro-computer

Il dispositivo Utah Array è stato pioniere dei BCI intracorticali, sviluppato negli anni ’90 da Richard Normann. Ora Neuralink, con il suo design innovativo, porta la tecnologia un passo avanti.

Un salto tecnologico

Neuralink ha creato un dispositivo wireless intracorticale che combina i migliori elementi delle precedenti tecnologie. Jennifer Collinger, ingegnere biomedico, lo definisce un concentrato di progressi nel settore.

Convertire i dati in azione

Il Link di Neuralink si compone di 64 fili sottili con un totale di 1.024 elettrodi, dieci volte più degli array Utah tradizionali. Trasmette dati neurali tramite Bluetooth, traducendoli in azioni grazie a modelli neurali unici.

Dopo l’impianto, i pazienti possono controllare un cursore digitale in diversi modi, tra cui il “tentativo di movimento” e il “movimento immaginario”, consentendo il multitasking e una maggiore libertà di movimento.

## Tecnologia BCI: un passo avanti nella neuroscienza

Leigh Hochberg, esperto in terapia neurointensiva e neuroscienziato presso istituzioni prestigiose, afferma che l’uso delle BCI dovrebbe essere naturale come il movimento volontario. Hochberg, coinvolto in ricerche per Neuralink, attribuisce il successo del dispositivo alla sua intuitività.

Neuralink ha evidenziato importanti traguardi nell’ambito del controllo del cursore BCI, con prestazioni di notevole velocità e precisione. Arbaugh, uno degli utenti del dispositivo, ha eseguito record nel controllo del cursore e ha sfruttato al massimo le funzionalità offerte, utilizzando il BCI per attività quotidiane e il gaming.

## Vantaggi e svantaggi dell’utilizzo di BCI

Arbaugh sottolinea il comfort nell’utilizzo del dispositivo, tuttavia rileva l’inconveniente legato alla necessità di ricarica frequente, che interrompe le sessioni di utilizzo. Il passaggio a un caricabatterie wireless integrato in un cappello rappresenta una soluzione innovativa e comoda rispetto ai tradizionali BCI plug-in.

La situazione di Arbaugh si è complicata quando, a distanza di un mese dall’intervento, ha riscontrato una significativa perdita di funzionalità dell’impianto. L’85% dei fili si era ritratto o spostato, compromettendo le prestazioni del dispositivo. Neuralink ha identificato il problema e riconosciuto il malfunzionamento dell’hardware.

## Gestione di inconvenienti e problematiche tecniche

Arbaugh ha condiviso la sua delusione nel fronteggiare questa situazione, sottolineando l’importanza di affrontare tempestivamente e con trasparenza le problematiche tecniche. Neuralink ha reso pubblico il problema dopo mesi dall’individuazione, suscitando domande sulla qualità e affidabilità dei loro impianti.

La situazione di Arbaugh evidenzia la complessità e la delicatezza dell’utilizzo dei BCI, mettendo in luce la necessità di costante vigilanza e miglioramento continuo da parte dei produttori per garantire prestazioni elevate e sicurezza per gli utenti.

Resilienza e Innovazione

Un volontario di Neuralink, Arbaugh, ha affrontato sfide nel suo percorso con un impianto BCI. La tecnologia ha subito miglioramenti nonostante i problemi incontrati. Nuove soluzioni creative sono emerse, anche se alcune sfide restano aperte.

Limiti della Conoscenza Attuale

La mancanza di un rapporto scientifico formale sul caso di Arbaugh limita la comprensione attuale della tecnologia BCI. Esperti come Giorgio Malliaras sottolineano l’importanza di dati dettagliati per valutare pienamente il funzionamento e la sicurezza di tali dispositivi.

Prossimi Sviluppi e Approvazioni

Neuralink ha ottenuto l’approvazione della FDA per continuare le sperimentazioni. Piani futuri prevedono l’impianto di un secondo dispositivo su un altro individuo. Sono in corso sforzi per risolvere le problematiche riscontrate.

Visione e Scopo

Pur affrontando ostacoli, Arbaugh mantiene uno spirito positivo. Considera le sue esperienze come parte di un processo mirato a migliorare la tecnologia per beneficio di tutti. Il suo contributo potrebbe aprire nuove porte per trattare disabilità come paralisi o cecità.

### Tecnologia all’avanguardia: esperienza con il chip cerebrale di Elon Musk

Un recente articolo pubblicato su Scientific American racconta per la prima volta l’esperienza di un utente con il chip cerebrale di Elon Musk.

### Rivoluzione tecnologica

Il chip, sviluppato dalla società Neuralink di Musk, promette di rivoluzionare il modo in cui interagiamo con la tecnologia.

### Sulla scia dell’innovazione

L’utente descritto nell’articolo condivide dettagli intimi sull’impatto che il chip ha avuto sulla sua vita quotidiana.

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