martedì 21 Maggio 2024

Il puntino di luce avvistato da Hubble è una delle galassie più enormi dell’universo primordiale, rivela il telescopio James Webb

2 mesi ago

Una Galassia Antica Emergente

La collaborazione internazionale “Glass” del telescopio spaziale James Webb ha rivelato che un puntino di luce avvistato inizialmente da Hubble è una delle galassie più antiche mai scoperte, Gz9p3, apparsa appena 510 milioni di anni dopo il Big Bang.

Una Sorprendente Maturità

Gz9p3 si presenta più massiccia e matura di quanto ci si aspetterebbe per una galassia nel giovane universo. Si stima che già contenesse diversi miliardi di stelle nella fase primordiale in cui è stata osservata, risultando 10 volte più massiccia di altre galassie simili dell’epoca.

Un Enigma Cosmico

L’eccezionale massa di Gz9p3 sfida le attuali teorie sulla formazione delle prime galassie. Questa galassia potrebbe rappresentare un enigma significativo, poiché appare più massiccia del previsto, suggerendo un processo di crescita veloce e insolito nell’universo primordiale.

Un Presunto Scenario di Fusione Galattica

La forma complessa di Gz9p3, con due nuclei luminosi distinti, suggerisce la possibilità che la galassia sia stata creata da una collisione tra due galassie primordiali. L’immagine fornita da JWST mostra ancora due componenti, indicando una fusione galattica in corso.

Scoperta di una Galassia Antica

Una ricerca condotta da Boyett e colleghi ha portato alla scoperta di una galassia primordiale denominata Gz9p3. Questa scoperta ha consentito di determinare l’età, la massa e la forma di questa antica struttura celeste.

Analisi della Popolazione Stellare

I ricercatori hanno approfondito lo studio di Gz9p3 per esaminare la popolazione stellare delle galassie in collisione. Le stelle giovani, più luminose, dominano le immagini delle galassie distanti, contraddistinguendo i diversi periodi di formazione stellare.

Analisi Spettroscopica e Imaging Diretto

La collaborazione Glass ha utilizzato osservazioni spettroscopiche e imaging diretto per analizzare Gz9p3. Questa metodologia ha permesso di separare le stelle giovani da quelle vecchie, grazie alla diversità delle loro composizioni chimiche.

Un’immagine JWST della morte della supernova di una stella nell’universo primordiale. (Credito immagine: NASA/ESA/CSA/STScI/Justin Pierel/Andrew Newman)

Analisi della Popolazione Stellare Vecchia

Le stelle più vecchie sono più ricche di metalli rispetto a quelle giovani. Utilizzando il JWST, il team ha individuato elementi come silicio, carbonio e ferro, prodotti nelle esplosioni di supernova e fondamentali per la formazione di nuove stelle.

Implicazioni delle Osservazioni

Le rilevazioni hanno rivelato una grande popolazione di stelle vecchie in Gz9p3, suggerendo una maturazione più rapida delle galassie di quanto precedentemente ipotizzato. Queste scoperte forniscono nuove informazioni sul rapido accumulo di stelle e metalli nel giovane universo primordiale.

Una Storia di Violenza Galattica

Le galassie, quando isolate, formano stelle lentamente, esaurendo le risorse di gas e polvere. Tuttavia, quando galassie vicine si uniscono, il processo di formazione stellare può essere accelerato, influenzando la crescita galattica e l’arricchimento di metalli.

Scoperta astronimica: il fenomeno delle fusioni galattiche

Le galassie, attratte dalla reciproca attrazione gravitazionale, entrano in collisione provocando fusioni che stimolano una rapida nascita stellare chiamata “starburst”. Questo fenomeno accelera la crescita delle popolazioni stellari all’interno delle galassie.

La Via Lattea e le fusioni galattiche

Gran parte delle grandi galassie, incluse la nostra Via Lattea, si sono formate attraverso fusioni. La nostra galassia ha cannibalizzato galassie satellite più piccole che orbitavano attorno ad essa, un processo comune nell’evoluzione galattica. Attualmente la Via Lattea forma stelle lentamente, ma la collisione futura con Andromeda causerà un nuovo periodo di starburst.

Implicazioni dell’osservazione di Gz9p3

Le osservazioni di Gz9p3 hanno rivelato che le fusioni galattiche giocano un ruolo cruciale nell’accumulo rapido di massa e nella nascita stellare nel cosmo primordiale, influenzando la nostra comprensione dell’universo primordiale e delle origini delle galassie.

Modifiche alla comprensione dell’universo primordiale

Le ricerche condotte indicano che le galassie si sono formate più rapidamente e con masse più consistenti di quanto si pensasse in precedenza, mettendo in discussione le attuali teorie cosmologiche. Queste scoperte stanno spingendo gli astrofisici a rivedere i modelli dell’universo primordiale.

Ricerca pubblicata su Nature Astronomy

Lo studio condotto dal team è stato pubblicato il 7 marzo sulla prestigiosa rivista Nature Astronomy, confermando l’importanza delle fusioni galattiche nell’evoluzione delle galassie e nel processo di formazione stellare.

Fonte

Articolo originariamente pubblicato su Space.com.

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