giovedì 18 Luglio 2024

Il “serbatoio” triassico rinvenuto in Texas era un cugino coccodrillo vissuto 215 milioni di anni fa

4 mesi ago

Un ritrovamento eccezionale nella formazione Cooper Canyon

Una straordinaria scoperta fossilifera ha rivelato un gigantesco cugino coccodrillo, vissuto ben 215 milioni di anni fa, nelle terre della formazione Cooper Canyon, in Texas. Questo antico predatore, denominato etosauro, misurava fino a 5 metri di lunghezza e era protetto da una corazza di placche ossee.

Dettagli sul ritrovamento

Le ricerche hanno portato alla luce gran parte del carapace dorsale di questa creatura preistorica, consentendo agli studiosi di ricostruirne l’aspetto e le caratteristiche. William Reyes, uno dei principali autori dello studio, ha sottolineato l’importanza di questo ritrovamento, poiché fornisce un’ampia gamma di reperti fossili, dalla regione del collo fino alla coda.

Regnava sui continenti durante il tardo Triassico

Gli etosauri, ai quali apparteneva questo cugino coccodrillo, dominavano la Terra nel tardo Triassico, da circa 237 a 201 milioni di anni fa, popolando tutti i continenti tranne Australia e Antartide. A differenza dei coccodrilli moderni, prevalentemente carnivori, gli etosauri erano creature onnivore.

Scoperta del fossile

Il fossile è stato scoperto originariamente nel 1989 dal paleontologo Bill Mueller insieme al collezionista amatoriale Emmett Shedd. Solo negli anni 2000 è emerso che si trattasse di una nuova specie di etosauro, aprendo nuove prospettive sulla storia evolutiva di questi imponenti predatori del passato.

Scoperta di un nuovo fossile: il Molo dell’Airone

Il paleontologo William Reyes e il suo team hanno recentemente rinvenuto e studiato un nuovo fossile, al quale hanno dato il nome di “Molo dell’Airone”. Il nome del genere è stato scelto combinando la Contea di Garza, dove è stato trovato, con la parola latina “pelta”, che significa “scudo”. Il nome della specie invece è un omaggio a Mueller.

William Reyes esamina i resti fossili del Molo dell’Airone. (Credito immagine: William Reyes)

Questo fossile si distingue dagli altri etosauri conosciuti per una serie di caratteristiche uniche, tra cui una combinazione di placche ossee mai vista prima. Tuttavia, gli studiosi hanno riscontrato difficoltà nell’inserire questo esemplare all’interno dell’albero genealogico degli etosauri.

La maggior parte degli etosauri appartiene a due principali gruppi: Aetosaurinae e Stagonolepidoidea. Tuttavia, G muelleri presentava caratteristiche degli osteodermi sul dorso simili a un genere chiamato Aetosaurinae Rioarribasuchus chamaensis e osteodermi laterali che assomigliavano a un genere chiamato Stagonolepidoidea Desmatosuchus.

Evoluzione convergente e il Molo dell’Airone

Lo studio ha evidenziato che G muelleri condivideva più somiglianze con Aetosaurinae in generale, suggerendo che le sue caratteristiche si siano evolute indipendentemente in un processo noto come evoluzione convergente. Questo fenomeno si verifica quando due specie non correlate evolvono caratteristiche simili in maniera indipendente.

Reyes ha commentato: “La convergenza degli osteodermi tra etosauri non strettamente imparentati è stata osservata in precedenza, ma il carapace del Molo dell’Airone rappresenta il miglior esempio di questo fenomeno, mostrando quanto possa essere estrema e i problemi che possa creare nelle analisi filogenetiche”.

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