domenica 19 Maggio 2024

Il telescopio James Webb rileva la galassia “morta” più antica dell’universo conosciuto e la sua morte potrebbe mettere alla prova la cosmologia

2 mesi ago

Scoperta la galassia “morta” più antica del cosmo primordiale

Il Telescopio Spaziale James Webb ha rilevato la galassia più antica mai vista, che ha smesso di formare stelle quando l’universo aveva solo 700 milioni di anni, mettendo in discussione la nostra comprensione della cosmologia primordiale.

La galassia JADES-GS-z7-01-QU offre agli astronomi la possibilità di studiare l’evoluzione delle galassie primordiali e capire perché smettono di formare stelle, aprendo nuove prospettive sulla formazione e l’evoluzione delle strutture cosmiche.

Un mistero cosmico da risolvere

I ricercatori si sono trovati di fronte a un enigma: come una galassia così antica ha potuto formarsi e interrompere così repentinamente la produzione stellare. Questo fenomeno sfida i modelli attuali e potrebbe indicare un processo di evoluzione galattica più complesso di quanto inizialmente ipotizzato.

Secondo gli astronomi, l’universo primordiale offriva alle galassie una vasta riserva di gas per formare nuove stelle, ma fenomeni ancora sconosciuti potrebbero aver causato l’arresto improvviso di questo processo nella galassia JADES-GS-z7-01-QU.

Una nuova luce sul cosmo primordiale

L’utilizzo della visione a infrarossi del JWST ha permesso agli scienziati di penetrare il velo di polvere che nascondeva la galassia, consentendo di localizzarla e studiarla con maggior dettaglio. Questa scoperta apre nuove strade per comprendere la formazione delle prime strutture cosmiche.

La galassia JADES-GS-z7-01-QU si distingue per la sua antichità e la sua leggerezza rispetto ad altre galassie “morte” similari, suggerendo che i processi che regolano la formazione stellare e l’evoluzione galattica possano variare ampiamente nell’universo primordiale.

Galassie Primordiali e la Formazione Stellare

Recenti studi indicano che le galassie primordiali hanno perso gas di formazione stellare a causa della radiazione emessa da buchi neri iperattivi come il quasar J2054-0005, osservato solo 900 milioni di anni dopo il Big Bang.

Un Mistero da Risolvere

I dati raccolti da JWST suggeriscono che la galassia ha formato stelle intensamente per un periodo tra 30 e 90 milioni di anni prima di spegnersi rapidamente. Gli scienziati sono ancora alla ricerca delle cause di questo fenomeno misterioso.

La turbolenza all’interno di una galassia, causata anche dalla radiazione emessa da un buco nero supermassiccio, potrebbe spingere il gas fuori dalla galassia, interrompendo il processo di formazione stellare. Altre ipotesi includono carenza di gas nelle vicinanze della galassia da cui attingere per formare stelle.

Scenari da Esplorare

Secondo il coautore dello studio, Roberto Maiolino, attuali modelli dell’universo non sembrano spiegare completamente le proprietà osservate nella galassia JADES-GS-z7-01-QU. Ciò potrebbe richiedere una revisione dei modelli esistenti.

Un’altra teoria è che le galassie primordiali possano “morire” e poi rinascere. Tuttavia, ricerche precedenti su galassie “morte” risalenti a 3 miliardi di anni fa suggeriscono che queste galassie non possono rigenerarsi nemmeno attraverso fusioni con altre galassie.

Richiesta di Ulteriori Osservazioni

Per comprendere appieno questo fenomeno misterioso e le dinamiche delle galassie primordiali, saranno necessarie ulteriori osservazioni e ricerche. Come afferma D’Eugenio, maggiori studi potranno fornire nuove chiavi di lettura per risolvere questo enigma cosmico.

Segui su...

Lascia un commento

Your email address will not be published.