martedì 16 Luglio 2024

Il telescopio James Webb spia l’anello di Einstein ingioiellato fatto di luce quasar distorta

6 giorni ago

Lo straordinario anello di luce del quasar catturato dal telescopio James Webb

Il telescopio spaziale James Webb ha immortalato un anello di luce distorta, simile a un “Anello di Einstein”, generato da un enorme buco nero. L’immagine mostra un quasar nel cuore di una giovane galassia, a 6 miliardi di anni luce dalla Terra.

Il fenomeno della lente gravitazionale e la formazione dell’anello

La forma circolare del quasar è frutto della lente gravitazionale, un fenomeno in cui la luce di un oggetto lontano viene deviata dalla gravità di un oggetto massiccio posto lungo il percorso. In questo caso, la galassia senza nome che funge da lente crea l’anello luminoso attorno al quasar RX J1131-1231.

La magnificenza dei punti luminosi nell’anello

L’ingrandimento causato dalla lente gravitazionale permette di vedere dettagli altrimenti invisibili, come i punti luminosi che sembrano gemme brillanti nell’anello. Questi effetti sono dovuti all’allineamento non perfetto tra l’osservatore, la lente e l’oggetto distante, creando un effetto di duplicazione dei punti luminosi.

Secondo l’ESA, i quasar deformi come RX J1131-1231 sono spesso soggetti a questo tipo di duplicazione, poiché sono tra le fonti luminose più intense dell’universo.

Rivelazioni scientifiche attraverso le immagini catturate

Le quattro immagini speculari di un punto luminoso nell’anello dell’immagine sono indicio di quattro oggetti lenticolari. Tuttavia, analizzando orientamento e aspetto, si è scoperto che derivano tutti dall’effetto di lente di un singolo punto luminoso.

Ulteriori dettagli sui quasar e le scoperte spaziali

Questa recente scoperta si collega ad altre ricerche e osservazioni nello spazio, offrendo nuovi spunti sul funzionamento dei quasar e l’impatto della gravità nell’osservazione di oggetti distanti.

Un mondo di meraviglie cosmiche si apre attraverso le immagini nitide e suggestive catturate dal telescopio James Webb, svelando segreti dell’universo e trasformando la nostra comprensione dell’infinito.

Anelli di Einstein e lenti gravitazionali

Quando la luce proveniente da un oggetto distante viene distorta dalla gravità di un oggetto massiccio al punto da formare un cerchio perfetto, si parla di anello di Einstein. Questo fenomeno fu predetto per la prima volta da Albert Einstein nel 1915 con la sua teoria della relatività generale.

Un’anomalia nell’anello di Einstein

Tuttavia, non sempre l’effetto lente crea un cerchio perfetto. Ad esempio, la forma ad anello può essere dovuta alla duplicazione del punto luminoso del quasar anziché alla perfetta lente gravitazionale. Immagini precedenti mostrano che la luce deformata spesso non crea un anello perfetto.

Utilità delle lenti gravitazionali

Gli anelli di Einstein e altri oggetti distorti dalle lenti gravitazionali offrono preziose informazioni sugli oggetti distanti. Ad esempio, nel 2014, la luce proveniente da RX J1131-1231 è stata utilizzata per determinare la velocità di rotazione del suo buco nero supermassiccio, come riportato da Space.com.

Rivelare la natura della materia oscura

Studiando le dimensioni e la forma degli oggetti sottoposti a lente gravitazionale, gli scienziati possono calcolare la massa delle galassie di lente. Questo permette di stimare la quantità di materia oscura presente, un tipo di materia che non si può osservare direttamente ma che interagisce gravitazionalmente con la materia ordinaria.

Queste distorsioni luminose potrebbero quindi rivelarsi fondamentali per svelare l’identità e le proprietà della materia oscura, diventando uno strumento cruciale nella nostra comprensione dell’Universo.

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