mercoledì 22 Maggio 2024

La natura pubblica troppo pochi articoli di ricercatrici: questo deve cambiare

2 mesi ago

La necessità di maggiore visibilità per le ricercatrici

Il ruolo delle donne come autrici corrispondenti di articoli di ricerca su riviste scientifiche è ancora limitato. Un’analisi preliminare su Nature evidenzia dati preoccupanti.

Parità di genere nella pubblicazione scientifica

La scarsa presenza di donne come autrici corrispondenti è un tema critico che richiama l’attenzione sulla parità di genere nel mondo accademico e scientifico.

Disparità geografiche nella ricerca scientifica

Le cifre analizzate rivelano grandi differenze geografiche nella partecipazione femminile alla pubblicazione di articoli scientifici, con un notevole divario tra Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti.

Riflessi delle statistiche su altre riviste scientifiche

Le statistiche di Nature trovano riscontri in altre riviste scientifiche, rivelando un pattern comune di sottorappresentazione delle donne nel ruolo di autrici corrispondenti.

Il ruolo di Cell e dell’AAAS nell’inclusività di genere

Rispetto a altre riviste come Cell e le pubblicazioni dell’AAAS, emergono dati simili riguardanti la partecipazione delle donne come autrici di ricerche scientifiche.

Proposte per migliorare l’inclusività di genere

L’analisi svela anche che i tassi di accettazione degli articoli con donne come autrici corrispondenti sono più bassi, sollevando la necessità di adottare misure per garantire maggiore equità.

Disparità di genere nella pubblicazione accademica

Un recente studio ha evidenziato disuguaglianze di genere nel processo di accettazione degli articoli accademici. Solo l’8% dei lavori scritti da donne è stato accettato, rispetto al 9% di quelli scritti da uomini.

Analisi delle fonti di squilibrio

La ricerca ha rilevato che, fino alla fase di selezione per la revisione, uomini e donne vengono trattati in modo equo. Tuttavia, durante la revisione stessa, si riscontra un tasso di accettazione più basso per gli articoli con autrici donne rispetto a quelli scritti da uomini.

Esigenza di ulteriori analisi

Sebbene sia stato segnalato un tasso di accettazione più alto per autori non binari, i risultati non sono ancora statistamente significativi dato il limitato numero di casi esaminati.

Studio approfondito della revisione tra pari

Le ricerche sull’effettiva presenza di pregiudizi nella revisione tra pari sono in corso. Uno studio ha dimostrato che i processi editoriali in generale non penalizzano i manoscritti scritti da donne, ma esistono risultati contrastanti in letteratura.

Variazioni nei processi di revisione

L’analisi dei tassi di accettazione ha rilevato differenze significative tra articoli con autrici donne e quelli scritti da uomini, senza però indicare le cause specifiche di tale disparità.

Revisione tra pari e pregiudizi di genere

Lo studio rileva che esiste una disparità di genere nella revisione tra pari, con potenziali pregiudizi contro le donne nelle citazioni e nel riconoscimento del lavoro. La mancanza di anonimato potrebbe implicare una revisione non equa dal punto di vista del genere.

Il processo di revisione doppiamente anonima implementato da Nature dal 2015 mira a ridurre tali pregiudizi. Tuttavia, pochi studi hanno esaminato l’efficacia di questa pratica nel garantire parità di genere durante la revisione tra pari.

Limitazioni dei dati su Nature

I dati analizzati presentano limitazioni significative. Ad esempio, forniscono informazioni sul genere di un solo autore corrispondente per articolo, senza considerare la distribuzione per genere dell’intero elenco degli autori. Inoltre, non offrono dettagli sulle differenze tra gli autori.

È necessario approfondire aspetti come la rappresentazione di autori non binari e la comprensione di autori non anglofoni. Eliminare possibili malintesi potrebbe favorire una maggiore accettazione di autori non binari durante i processi di revisione tra pari.

Esclusione di esperienze basate su razza, etnia e stato socioeconomico

I dati non tengono conto delle esperienze degli autori legate a razza, etnia e stato socioeconomico. Le caratteristiche protette possono influenzare significativamente le carriere scientifiche. Springer Nature e Nature si impegnano a ridurre i pregiudizi nella pubblicazione accademica attraverso il monitoraggio di varie caratteristiche.

È necessario continuare a lavorare per garantire spazio e opportunità pari per donne e scienziati appartenenti a minoranze. Si incoraggia un’autrice corrispondente più diversificata a presentare proposte, considerando gli squilibri esistenti nel campo scientifico.

Equità di genere e lavoro accademico

Il mondo accademico presenta sfide per le donne, che spesso sono escluse da posizioni di alto livello. Un recente studio evidenzia che le donne tendono ad essere più autocritiche rispetto agli uomini e che vengono meno supportate nell’invio alle riviste più prestigiose.

Azioni proattive per promuovere l’equità

Le università di prestigio non dovrebbero solo lamentarsi del basso numero di domande provenienti da gruppi sottorappresentati. Per questo motivo, il magazine Natura si impegna attivamente nel cercare autori provenienti da tali comunità, incoraggiando figure emergenti a condividere le proprie ricerche.

Peer review equa e diversificata

Natura si impegna a rendere la peer review più equa reclutando un gruppo più diversificato di revisori. Attualmente, solo il 16% dei revisori sono donne, un dato che l’editoriale intende migliorare e monitorare nel tempo. Si analizzerà anche l’impatto del genere degli autori su revisioni e pubblicazioni.

Trasparenza e impegno continuo

Natura si impegna a pubblicare dati sulla paternità e revisori, insieme a statistiche sul genere dei contributori. Questo impegno a monitorare e comunicare dati sul genere degli autori è fondamentale per assicurare equità nel processo di pubblicazione.

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