martedì 21 Maggio 2024

L’allenamento in una pillola: gli scienziati fanno un passo avanti verso un farmaco che imita l’esercizio fisico

2 mesi ago

L’innovazione nel campo della salute: il futuro degli integratori simili all’esercizio fisico

È possibile ottenere benefici simili all’allenamento fisico attraverso l’assunzione di una pillola? Gli scienziati stanno lavorando per sviluppare un farmaco che possa imitare gli effetti cellulari dell’esercizio, aprendo nuove prospettive nel campo della salute.

Mimare l’attività cellulare dell’esercizio

Il focus della ricerca è creare un farmaco in grado di attivare i meccanismi cellulari solitamente stimolati dall’attività fisica. Questi interruttori contribuiscono a mantenere e rigenerare la massa muscolare, oltre ad aumentare l’efficienza energetica delle cellule.

Benefici per diverse categorie di persone

Questo potenziale farmaco potrebbe essere particolarmente utile per anziani, individui con disturbi muscolari e coloro che rischiano di perdere massa muscolare a causa di farmaci per la perdita di peso come Ozempic. Inoltre, potrebbe rappresentare una soluzione per chi ha difficoltà ad esercitarsi per motivi fisici o di tempo.

Il contributo di Elgendy e della startup Pelagos Pharmaceuticals

Il professor Elgendy, tra i leader della ricerca, è anche cofondatore di Pelagos Pharmaceuticals, un’azienda che mira allo sviluppo di farmaci simili all’esercizio fisico. Il loro obiettivo è rendere accessibile questa innovazione a chiunque ne possa trarre beneficio.

Passi avanti presentati alla riunione dell’American Chemical Society

Recentemente, sono stati presentati alla Riunione primaverile dell’American Chemical Society i risultati delle ricerche condotte sullo sviluppo di composti in grado di imitare gli effetti cellulari dell’esercizio. Sebbene sia solo l’inizio, questo lavoro rappresenta un progresso significativo verso la realizzazione di integratori simili all’esercizio fisico.

Scoperta di nuovi farmaci: ricerca sui recettori ERR

Il programma di scoperta di farmaci in fase iniziale potrebbe portare a importanti sviluppi nel campo della medicina, secondo quanto dichiarato da Elgendy. L’inizio della sperimentazione umana potrebbe verificarsi entro i prossimi due anni.

Ricerca sui recettori ERR

La ricerca dei ricercatori si concentra sulle molecole che interagiscono con i recettori ERR, strutture simili ai recettori degli estrogeni ma con funzioni differenti. Questi recettori, presenti in varie parti del corpo, sono cruciali per i tessuti ad elevato consumo energetico come muscoli, cuore e cervello.

Gli scienziati hanno individuato tre tipi di recettori ERR e hanno recentemente sviluppato una molecola, denominata SLU-PP-332, in grado di attivare tutti e tre i tipi con particolare efficacia sul recettore alfa, precedentemente considerato non suscettibile di intervento farmacologico.

Benefici e potenziali applicazioni cliniche

Questo composto ha dimostrato la capacità di potenziare il metabolismo muscolare e migliorare la resistenza fisica nei topi. I ricercatori stanno ora progettando nuove molecole per raggiungere una maggiore efficacia senza effetti collaterali indesiderati, con possibili applicazioni in diverse condizioni patologiche.

La ricerca si sta concentrando sull’applicazione di queste molecole in modelli animali che mimano condizioni umane come l’insufficienza cardiaca, l’obesità e la disfunzione renale. In particolare, si sospetta che il recettore ERR alfa possa essere coinvolto in patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer.

Prospettive future e sfide

Nonostante i promettenti risultati ottenuti in laboratorio, Elgendy sottolinea che la strada per la trasformazione di queste molecole in farmaci sicuri ed efficaci per gli esseri umani è ancora lunga. La traduzione dalla ricerca di base alla pratica clinica richiede tempo e rigorosi test preclinici.

È importante considerare che, al momento, questi sviluppi sono ancora in fase sperimentale e non costituiscono un farmaco pronto per l’uso umano. Il team continuerà ad approfondire le potenzialità terapeutiche di queste molecole e a valutarne attentamente gli effetti prima di passare ai test sugli esseri umani.

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