mercoledì 12 Giugno 2024

L’enigmatico “microbioma cerebrale” potrebbe svolgere un ruolo nelle malattie neurologiche

3 settimane ago

L’importanza del microbioma nel nostro corpo

Il microbioma intestinale è al centro dell’attenzione, con probiotici e prebiotici sempre più popolari. Oltre all’intestino, anche bocca, naso, pelle e cuoio capelluto hanno il loro microbioma unico.

La scoperta del “microbioma cerebrale”

È stato ipotizzato che il cervello possa avere un proprio microbioma, nonostante una lunga convinzione che fosse sterile. Alcune ricerche suggeriscono la presenza di microbi nel cervello, con implicazioni per la salute neurologica.

La sfida della conferma della presenza di microbi nel cervello

Verificare la presenza di microbi nel cervello è difficile a causa dell’inaffidabilità delle tecniche utilizzate. L’età e le malattie neurologiche come l’Alzheimer possono compromettere la barriera ematoencefalica, consentendo l’ingresso di agenti nocivi nel cervello.

Relazione tra presenza di microbi e malattie neurologiche

Nei casi di HIV/AIDS, è stato riscontrato materiale genetico non umano nel tessuto cerebrale. Questo ha rilevato la presenza di diversi tipi di batteri nel cervello, aprendo nuove vie di ricerca sul ruolo del microbioma nel contesto delle malattie neurologiche.

Il ruolo del microbioma cerebrale nello sviluppo di malattie cerebrali

Recenti studi hanno rivelato la presenza di materiale genetico batterico nei cervelli di pazienti con vari disturbi cerebrali, inclusa l’HIV/AIDS.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo ha confrontato il microbioma cerebrale di persone con malattia di Alzheimer con quello di individui sani. Hanno scoperto una maggiore presenza di batteri e funghi nei cervelli affetti dalla patologia.

Importanza del microbioma cerebrale

La ricerca ha mostrato che il microbioma cerebrale costituisce un’interessante parte del microbioma intestinale umano. Sebbene il cervello delle persone con Alzheimer presenti più batteri, non è emerso un modello distintivo che li caratterizzi.

È fondamentale sottolineare che i risultati di questo studio necessitano di revisione paritaria e pubblicazione su riviste scientifiche per una validazione completa e accurata.

Le incognite rimaste

È ancora poco chiaro come i microrganismi possano penetrare nel cervello umano. Una teoria suggerisce che malattie orali, come la gengivite, apportino danni ai tessuti consentendo ai batteri presenti in bocca di raggiungere il cervello attraverso il sistema nervoso.

I batteri orali, in grado di produrre proteine amiloidi, potrebbero essere collegati a disfunzioni cerebrali come l’Alzheimer. Questa nuova prospettiva apre la strada a potenziali terapie per le malattie del cervello.

Prospettive future

L’avanzamento delle tecniche di sequenziamento del DNA potrebbe approfondire la comprensione del microbioma in diverse parti del corpo, come il cervello. Il disequilibrio microbico potrebbe essere correlato all’insorgenza di patologie cerebrali.

Ciononostante, rimangono molte domande senza risposta: la diversità del microbioma intestinale e cerebrale tra individui, la mancanza di una mappa completa dei microrganismi presenti in un cervello sano e il meccanismo di ingresso di questi microrganismi nel cervello stesso.

La ricerca sul microbioma cerebrale rivela nuovi orizzonti di studio e possibili approcci terapeutici per le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

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