L’uso della pillola abortiva è aumentato in modo significativo dopo Roe, mostra una ricerca

2 mesi ago

Il fenomeno dell’aumento dell’uso della pillola abortiva

Uno studio recente pubblicato sulla rivista medica JAMA ha rivelato un significativo aumento nell’uso della pillola abortiva al di fuori del sistema sanitario ufficiale dopo l’abolizione del diritto nazionale all’aborto.

Un incremento esponenziale nel numero di aborti farmacologici

La ricerca ha evidenziato che il numero di aborti effettuati con pillole acquisite fuori dai circuiti sanitari ufficiali è cresciuto notevolmente nei sei mesi successivi alla decisione sull’aborto.

Prima dell’abolizione del diritto all’aborto, le pillole abortive venivano fornite a circa 1.400 donne al mese da fonti non ufficiali. Dopo la decisione, questa cifra è aumentata a 5.900 al mese, come riporta lo studio JAMA.

Impatto sui dati ufficiali e considerazioni sulla salute pubblica

Complessivamente, il ricorso alle pillole abortive al di fuori del sistema sanitario formale ha compensato gran parte della diminuzione degli aborti registrata nei centri sanitari ufficiali.

Secondo la dott.ssa Abigail Aiken, docente presso l’Università del Texas ad Austin e autrice principale dello studio JAMA, questo fenomeno non è unico agli Stati Uniti, ma si riscontra anche in altri Paesi in seguito ad aggiornamenti legislativi restrittivi sull’aborto.

Metodi di approvvigionamento delle pillole abortive

Modalità di distribuzione e prezzi

Le organizzazioni coinvolte nello studio utilizzavano questionari medici per valutare i potenziali pazienti, rilasciavano prescrizioni e spedivano le pillole principalmente dall’Europa e dall’India, applicando tariffazioni diverse.

Sono emerse differenze tra venditori online e reti comunitarie nella gestione della fornitura delle pillole, con alcune organizzazioni che offrivano il servizio gratuitamente e altre che facevano pagare cifre variabili, tra i $ 39 e $ 470.

Controllo di qualità e sicurezza del servizio

Gli autori dello studio hanno sottolineato che i fornitori coinvolti sono stati verificati da organizzazioni riconosciute nel settore e che le pillole abortive erano autentiche. Questo aspetto è fondamentale per garantire la sicurezza delle donne che scelgono di interrompere la gravidanza in questo modo.

Considerazioni finali

Al di là delle questioni legali e normative sull’aborto, è importante monitorare da vicino l’evoluzione delle pratiche di assistenza medica delle donne, garantendo la sicurezza e la qualità dei servizi offerti, sia nel sistema sanitario ufficiale che al di fuori di esso.

Studi come quelli condotti da JAMA e dal Guttmacher Institute forniscono preziose informazioni per comprendere i cambiamenti nell’accesso all’aborto e adottare politiche pubbliche mirate a tutelare la salute e i diritti delle donne.

Un aumento significativo di aborti con pillole

Nei mesi tra gennaio e dicembre 2023, il numero di aborti effettuati con pillole è aumentato al 63%, rispetto al 53% registrato nel 2020. In totale, il numero di aborti ha superato il milione per la prima volta in oltre dieci anni.

Adattamenti nella fornitura di aborti

I recenti rapporti mettono in luce l’adattamento rapido della fornitura di aborti di fronte ai divieti post-Roe in 14 stati e alle restrizioni in altri. Tuttavia, i numeri potrebbero essere sottostimati, non considerando gli ultimi cambiamenti, come le leggi che agevolano la prescrizione e la spedizione di pillole in stati con divieti.

Per esempio, Aid Access ha modificato il suo operato e ora spedisce pillole dai siti interni degli Stati Uniti verso stati con divieti, in conformità con le leggi sullo scudo.

Sfida legale in arrivo

In un caso in discussione davanti alla Corte Suprema, i querelanti anti-aborto stanno cercando di limitare drasticamente l’accesso al mifepristone, la prima pillola nell’aborto farmacologico. Secondo lo studio JAMA, una sentenza negativa potrebbe spingere le donne a cercare alternative al sistema sanitario formale.

Il dottor Aiken ha commentato: “L’effetto di una decisione favorevole ai querelanti potrebbe portare più persone a cercare soluzioni al di fuori del sistema sanitario formale, a causa di preoccupazioni sull’accesso ai farmaci”.

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