domenica 19 Maggio 2024

Nella Cina post-Covid, le maschere sono tolte, ma lo stretto controllo di Xi è destinato a durare

2 mesi ago

Una Cina post-Covid senza mascherine

Nella Cina post-Covid, le mascherine sono scomparse insieme alle regole di distanziamento sociale. Durante il più grande evento politico annuale, i delegati hanno potuto interagire liberamente, segnando un ritorno alla normalità pre-pandemia.

Controllo e opacità politica sotto Xi Jinping

Nonostante l’apparente normalità, l’evento evidenzia il persistente controllo politico e l’opacità nel sistema cinese sotto il leader Xi Jinping. Il Partito Comunista ha rafforzato il suo dominio su tutti gli aspetti, incluso l’evento politico delle “due sessioni”.

Xi Jinping al centro dell’attenzione

Il raduno politico mette in luce il ruolo predominante di Xi Jinping, che si sovrappone tradizionalmente con il primo ministro cinese e il governo centrale. Il leader cinese ha consolidato il suo potere e messo in secondo piano altre figure politiche.

Abolizione della conferenza stampa annuale

Pechino ha annunciato l’abolizione della conferenza stampa annuale guidata dal premier cinese, un evento politico di rilievo da tre decenni. Questa mossa è stata interpretata come un ulteriore passo per rafforzare il controllo di Xi sul Paese.

Reazioni e conseguenze

L’eliminazione della conferenza stampa solleva preoccupazioni riguardo alla trasparenza e all’accesso alle informazioni nel sistema politico cinese. Gli osservatori temono una maggiore centralizzazione del potere nelle mani di Xi Jinping, limitando la diversità di opinioni e la partecipazione dei cittadini.

### Ruolo delle conferenze stampa in Cina

Il canale ufficiale di comunicazione

“L’unico canale di comunicazione diretta” con i media stranieri è la conferenza stampa, afferma Liu Dongshu dell’Università di Hong Kong.

### Importanza per la reputazione dei premier

Le dichiarazioni rilasciate durante le conferenze stampa contribuiscono a definire personalità, reputazione e autorità dei premier cinesi, secondo esperti.

### Spazi di libertà e trasparenza

Nonostante siano organizzate, le conferenze stampa consentono ai premier di esprimere opinioni personali o offrire rare informazioni fuori dalle linee ufficiali.

### Esempio di Li Keqiang

Li Keqiang nel 2020 ha menzionato la povertà in Cina nonostante i pronunciamenti positivi di Xi Jinping, evidenziando disuguaglianze nel reddito.

### Il ruolo di Li Qiang

Il premier attuale Li Qiang, vicino a Xi Jinping, ha enfatizzato l’importanza del Partito Comunista nella sua unica conferenza stampa fino ad ora.

### Focalizzazione su Xi Jinping

Durante la sua ultima apparizione pubblica, Li Qiang ha menzionato Xi Jinping ben 16 volte, sottolineando la lealtà al leader del Partito Comunista.

La cancellazione della conferenza stampa di Xi Jinping: un segnale significativo

Il segretario generale Xi Jinping è al timone e guida il pensiero del partito. Questo rende rilevante l’annullamento della conferenza, specie in un contesto dove Pechino vuole rassicurare le imprese.

Preoccupazioni sull’immagine di apertura e trasparenza

L’eliminazione della conferenza solleva preoccupazioni sulla percezione esterna. Gli esperti ritengono che mantenere la trasparenza sia fondamentale per mantenere la fiducia esterna nella politica di apertura cinese.

Reazioni dell’NPC e dei commentatori

Un membro del Paul Tsai China Center della Yale Law School ha sottolineato che le conferenze del premier potrebbero essere sostituite da altri funzionari. Tuttavia, ci sono dubbi sulla validità di questa spiegazione.

Il numero limitato di conferenze stampa dell’NPC e la riduzione complessiva delle “due sessioni” sollevano interrogativi sulla trasparenza e sull’accesso dei giornalisti alle informazioni ufficiali.

Opportunità ridotte per i giornalisti e cambiamento di tono

La cancellazione della conferenza riduce le possibilità dei giornalisti di porre domande dirette ai delegati. Inoltre, la dinamica degli incontri si è modificata, con una maggiore cautela da parte dei funzionari nel rilasciare dichiarazioni significative.

Forti misure di sicurezza durante le “due sessioni” a Pechino

Nonostante il rallentamento delle restrizioni legate al Covid-19, a Pechino erano evidenti segnali di forte sicurezza durante le “due sessioni”, nel cuore politico della città.

Si sono intensificati i controlli di sicurezza ai punti di ingresso per gli eventi, con l’utilizzo di scanner di riconoscimento facciale per verificare le autorizzazioni di accesso.

La presenza massiccia della polizia, con furgoni parcheggiati e agenti con cani poliziotto, è stata notata nelle stazioni della metropolitana di piazza Tiananmen e nelle strade circostanti.

Sono stati istituiti posti di blocco nelle strade con controlli accurati, anche dei documenti, ai ciclisti. I “volontari” della comunità erano in servizio per monitorare attività sospette.

Avvertimenti riguardo alla posta elettronica

Anche la consegna della posta è stata soggetta a rigide norme, con un avviso dell’autorità postale cinese che ha introdotto una doppia ispezione per i pacchi in arrivo durante il periodo delle due sessioni, causando ritardi che hanno generato lamentele sui social media.

In occasione di grandi eventi politici come le “due sessioni”, le autorità cinesi intensificano le misure di sicurezza per prevenire manifestazioni di dissenso, adottando misure repressive per garantire il controllo e la stabilità.

Le petizioni al governo: una voce taciuta

La crescente frustrazione pubblica per le difficoltà finanziarie legate all’economia in crisi si scontra con un silenzio impenetrabile da parte della leadership comunista. Quest’anno, in particolare, i funzionari sembrano essere molto cauti di fronte a qualsiasi manifestazione di malcontento.

Proteste e dissenso sotto il governo di Xi

Il governo di Xi ha già dovuto affrontare proteste su vasta scala, soprattutto alla fine del 2022, quando rare manifestazioni si sono diffuse nell’intero Paese a causa dei controlli in corso legati al Covid-19. Questo movimento è stato preceduto da un singolo atto di protesta a Pechino, prima di un importante incontro del Partito Comunista.

La ribellione silenziosa contro Xi

In quell’occasione, un individuo non identificato ha sventolato uno striscione da un ponte autostradale per protestare contro Xi e le sue politiche sul Covid-19. Questo gesto ha scatenato un aumento della sicurezza sui cavalcavia di tutta la città, come reazione allo spregiudicato atto di disobbedienza.

Le incognite di Tiananmen

Durante le misure attuate intorno a Tiananmen, era previsto che molte restrizioni durassero solo per il periodo dell’evento. Tuttavia, quando è stato chiesto se l’accesso sarebbe stato ripristinato dopo la chiusura, una guardia di sicurezza ha risposto in modo enigmatico: “dovrai vedere”. Un suggerimento che lascia aperte molte interrogativi sul futuro dell’area.

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