martedì 21 Maggio 2024

Perché ci sono così tanti imballaggi alimentari in plastica?

2 mesi ago

Il dominio della plastica negli imballaggi alimentari

La presenza massiccia della plastica negli imballaggi alimentari è evidente ai consumatori. Questa tendenza ha avuto inizio con il cellophane negli anni ’30, accelerando con l’introduzione delle conchiglie di plastica negli anni ’80 e le insalate in busta negli anni ’90.

Il boom degli acquisti online ha ulteriormente aumentato l’utilizzo di imballaggi in plastica, creando una solida presenza nel settore agricolo. Tuttavia, ora si sta iniziando a discutere e ad attuare cambiamenti per ridurre l’impatto ambientale di questi materiali.

La transizione verso materiali biodegradabili

Un sondaggio condotto tra i professionisti del settore ortofrutticolo ha evidenziato che il passaggio a materiali biodegradabili è considerato la tendenza principale nel settore degli imballaggi alimentari. Aziende come Driscoll’s stanno già adottando contenitori di carta in molti mercati europei.

Le azioni a livello internazionale

Diversi paesi e entità, tra cui Spagna, Francia, Unione Europea, Canada e Stati Uniti, stanno attuando normative più severe sull’uso della plastica negli imballaggi alimentari. L’obiettivo è ridurre significativamente l’uso di plastica entro i prossimi anni, con proposte che mirano ad eliminare fino al 95% degli imballaggi in plastica entro il 2028.

La necessità di eliminare la plastica

La plastica rappresenta una minaccia per l’ambiente e la salute umana, essendo derivata da combustibili fossili e contribuendo in larga misura alle emissioni di gas serra. Ridurre l’uso della plastica negli imballaggi alimentari è quindi un passo fondamentale per contrastare il cambiamento climatico e preservare gli ecosistemi terrestri e marini.

La lotta allo spreco alimentare: un ruolo chiave per la plastica

La plastica si rivela un prezioso alleato nella lotta allo spreco alimentare, rallentando il deterioramento di frutta e verdura e riducendo così la quantità di prodotti gettati nella spazzatura. Questo comporta un impatto significativo sulle emissioni di metano da discariche, come sottolineato da un rapporto dell’EPA del 2023.

Uno studio svizzero del 2021 evidenzia che ogni cetriolo marcio scartato ha un impatto ambientale equivalente a ben 93 involucri di plastica di cetriolo.

Il cibo nelle discariche e i costi associati

Il cibo è il materiale più comune nelle discariche, con famiglie americane che spendono ogni anno 1.500 dollari per cibo non consumato. Frutta e verdura rappresentano la metà dei rifiuti alimentari domestici, secondo ricerche condotte presso la Michigan State University. L’impatto sul clima non riguarda solo il cibo sprecato, ma anche la produzione agricola e i trasporti impiegati per produrre alimenti destinati allo scarto.

Plastica e riduzione dello spreco alimentare: un binomio possibile

Prevenire lo spreco alimentare e ridurre l’uso della plastica non sono obiettivi antitetici. Entrambi sono priorità dell’amministrazione Biden, che ha presentato una strategia nazionale per dimezzare le perdite alimentari entro il 2030.

La consapevolezza ambientale dei consumatori americani

Sebbene i consumatori dichiarino un interesse crescente nell’utilizzo ridotto di plastica, i loro comportamenti d’acquisto raccontano una storia diversa. Gli acquisti di insalate confezionate negli USA lo scorso anno ammontavano a 4,3 miliardi di dollari, dimostrando come prezzo, qualità e comodità influenzino più delle preoccupazioni ambientali, come evidenziano studi di marketing e ricerche indipendenti.

Il dilemma degli imballaggi nei negozi di alimentari

Anche i negozi di alimentari si trovano ad affrontare decisioni difficili riguardo agli imballaggi. Alcuni acquirenti si lamentano di dover acquistare prodotti già confezionati in plastica, che spesso li costringe ad acquistare più del necessario.

Sembra che ci sia una divisione tra i sostenitori di un consumo privo di plastica e coloro che preferiscono la comodità di ricevere cibi già pronti o imballati.

La battaglia sull’imballaggio alimentare sostenibile

Max Teplitski, responsabile scientifico della International Fresh Produce Association, guida l’Alleanza per l’imballaggio sostenibile degli alimenti, un gruppo impegnato a trovare soluzioni equilibrate per ridurre gli imballaggi.

Alternative all’uso della plastica

Le nuove idee per imballaggi eco-sostenibili stanno emergendo, con soluzioni innovative dirette al settore della produzione di alimenti freschi. Ad esempio, alcune società stanno utilizzando alberi di faggio per creare sacchetti biodegradabili in rete di cellulosa.

Un’altra soluzione consiste nell’utilizzare bucce d’arancia, gusci di gamberetti e altri rifiuti naturali per produrre pellicole compostabili, utilizzabili al posto della plastica in vari imballaggi.

Conchiglie di cartone e rivestimenti commestibili

Un’altra interessante alternativa sono le conchiglie di cartone, che rappresentano un’opzione eco-sostenibile per sostituire gli imballaggi in plastica. Inoltre, i rivestimenti commestibili a base di acidi grassi vegetali sono utilizzati come alternativa al rivestimento in cera su alcuni prodotti.

Il futuro dell’imballaggio sostenibile

In un mercato da 9,1 miliardi di dollari negli Stati Uniti, molti designer stanno lavorando per sostituire gli imballaggi tradizionali, soprattutto per frutta e verdura delicati.

Driscoll’s all’avanguardia

Driscoll’s ha sviluppato contenitori di carta per l’utilizzo in Nord America e ha aumentato l’uso di plastica riciclata nelle sue confezioni.

Innovazioni ecologiche nel settore alimentare

Ghiaccio che non si scioglie

Gli scienziati dell’Università della California, Davis, hanno creato gelatina di ghiaccio riutilizzabile, una soluzione leggera e non inquinante che potrebbe sostituire gli impacchi di plastica.

Scatole con atmosfera

I nuovi contenitori per spedire broccoli senza ghiaccio utilizzano una miscela di gas per preservare la verdura, riducendo l’uso di imballaggi non riciclabili.

Materiali innovativi

La paglia di riso, le erbe e altri scarti alimentari vengono trasformati in vassoi e scatole biodegradabili o compostabili, riducendo gli sprechi.

Sfide da affrontare

Nonostante gli sforzi per adottare imballaggi sostenibili, l’infrastruttura per il riciclo e il compostaggio negli Stati Uniti resta ancora instabile, presentando sfide significative.

La sfida del riciclo della plastica: tassi bassi e problemi di gestione

Meno del 10% di tutta la plastica viene riciclata, con una percentuale ancora più bassa per gli imballaggi dei prodotti agricoli, secondo Eva Almenar, professore presso la Michigan State University, Scuola di Imballaggio.

Scarsa gestione dei rifiuti alimentari

Appena il 3% dei rifiuti alimentari viene trattato nei centri di compostaggio industriale, poiché diversi Stati non dispongono di infrastrutture commerciali adeguate.

Problemi legati alla mancanza di tecnologia e consapevolezza

Secondo il dottor Almenar, la mancanza di tecnologia e sistemi di raccolta e la scarsa consapevolezza dei consumatori contribuiscono alla problematica. Senza alternative economiche efficaci alla plastica, la sfida resta aperta.

Il dilemma tra plastica e sostenibilità

La plastica migliora la conservazione di frutta e verdura, ma sostituirla con materiali come la fibra comporterebbe una riduzione della durata di conservazione. Il dibattito si concentra su quali compromessi siano accettabili.

La soluzione ideale: un ritorno al passato?

Alcuni esperti sostengono che la soluzione ideale potrebbe essere tornare a pratiche di vendita meno industrializzate, precedenti all’introduzione diffusa della plastica, per limitare gli sprechi. Tuttavia, rimangono sfide pratiche e di consapevolezza da affrontare.

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