domenica 14 Aprile 2024

Tentato Omicidio in Aula: il Finto Pentito e il Piano per Uccidere la PM

Tentato Omicidio in Aula: il Finto Pentito e il Piano per Uccidere la PM
2 mesi ago

Un Piano Criminale Sventato

Nell’ambito delle indagini contro la criminalità organizzata in Puglia, un evento sconcertante ha turbato la comunità giuridica di Lecce. Pancrazio Carrino, detenuto di 42 anni, ha orchestrato un piano audace con l’intento di assassinare la PM della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), Carmen Ruggiero. Fingendosi pentito, Carrino mirava a collaborare con la giustizia solo per avvicinarsi alla magistrata durante un interrogatorio e attaccarla​​​​.

Il Colpo Sventato

L’episodio ha avuto luogo il 31 luglio 2023, quando Carrino, armato di un coltello artigianale nascosto nei pantaloni, aveva programmato di aggredire la PM. Grazie all’astuzia e alla prontezza di un tenente dei carabinieri, presente durante l’incontro, il piano omicida è stato sventato. Il militare, insospettito dai movimenti dell’uomo, è riuscito a bloccarlo prima che potesse estrarre l’arma e compiere il gesto folle​​.

Contesto di Minacce e Intimidazioni

Questo tentativo di omicidio si inserisce in un contesto più ampio di minacce e intimidazioni subite da funzionari giudiziari impegnati in indagini su Sacra Corona Unita e clan locali. La PM Ruggiero, in particolare, aveva ricevuto pesanti minacce nei mesi precedenti, evidenziando l’alto rischio corso da coloro che combattono la criminalità organizzata​​.

La Confessione e le Conseguenze

Nel suo interrogatorio del 23 ottobre 2023, presso il carcere di Terni, Carrino ha confessato il suo piano omicida, ribaltando quanto precedentemente affermato sulla sua appartenenza ai clan criminali. Questa confessione non solo ha gettato luce sulle pericolose dinamiche interne alla criminalità organizzata ma ha anche evidenziato l’importanza di garantire sicurezza e protezione ai magistrati che lavorano per la giustizia​​.

L’episodio ha suscitato un’ondata di sgomento e riflessione sulla sicurezza dei magistrati e sull’ardua lotta contro la criminalità. La determinazione di Carrino, benché fallita grazie alla vigilanza e al coraggio di chi era sul posto, sottolinea la necessità di rafforzare le misure di protezione per gli operatori della giustizia, esposti a rischi significativi nell’esercizio delle loro funzioni.

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