venerdì 24 Maggio 2024

Un antibiotico dopo il sesso ha ridotto notevolmente i casi di sifilide e clamidia

3 mesi ago

Una nuova strategia per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili

Una singola dose di doxiciclina, antibiotico ampiamente usato, assunta dopo il rapporto sessuale ha ridotto significativamente casi di clamidia e sifilide tra uomini gay, bisessuali e donne transgender a San Francisco. Questo potrebbe essere un importante passo avanti nella lotta alle infezioni a trasmissione sessuale a livello nazionale.

La strategia, chiamata doxy-PEP (profilassi post-esposizione alla doxiciclina), prevede la somministrazione di due pillole da 100 mg entro 72 ore dal rapporto sessuale non protetto a coloro con una storia di MST o partner multipli. I nuovi casi di clamidia e sifilide sono diminuiti nel corso di circa un anno, mentre la gonorrea non è stata influenzata.

Il dottor Hyman Scott, direttore medico del Dipartimento di Sanità Pubblica di San Francisco, ha espresso ottimismo riguardo ai risultati: “Questa è la direzione che vogliamo per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.”

La situazione delle malattie sessualmente trasmissibili negli Stati Uniti

I casi di sifilide hanno raggiunto il tasso più alto dal 1950, segnalando un aumento preoccupante. La clamidia rimane diffusa con quasi 1,7 milioni di casi, mentre la gonorrea sembra diminuire, anche se potrebbe essere dovuto a una minore attività di screening.

La dott.ssa Ina Park dell’Università della California ha dichiarato che i dati riguardanti il doxy-PEP fanno ben sperare per la sua efficacia a livello di popolazione, ma al momento l’antibiotico è consigliato solo per uomini gay, bisessuali e donne transgender.

Il dottor Jonathan Mermin del CDC ha evidenziato che la maggior parte delle MST negli Stati Uniti si verifica nelle donne cisgender. Studi futuri valuteranno l’efficacia del doxy-PEP anche in questo gruppo.

Una nuova arma contro le IST: la doxy-PEP

Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ha pubblicato una bozza di linee guida per la doxy-PEP, con raccomandazioni finali in arrivo nei prossimi mesi, secondo il dottor Mermin.

San Francisco, pioniere nella lotta contro l’HIV, ha iniziato ad utilizzare la doxy-PEP un anno prima delle linee guida ufficiali, ottenendo risultati positivi nei tassi di infezione sessualmente trasmissibili.

Risultati positivi e tendenze preoccupanti

Dopo l’introduzione della doxy-PEP a San Francisco, si è osservata una riduzione del 50% dei nuovi casi di clamidia e sifilide precoce. Tuttavia, i casi di clamidia nelle donne cisgender sono in aumento, segnalando la necessità di ulteriori valutazioni.

Nonostante l’aumento dei partner sessuali e dei rapporti senza preservativo, le IST sono diminuite tra coloro che assumono la doxy-PEP, con oltre il 75% di utilizzo post-rapporto sessuale senza protezione.

Necessità di approfondimenti e considerazioni

Anche se promettenti, i risultati potrebbero essere stati influenzati da contesti esterni come l’epidemia di vaiolo. Il dottor Mermin sottolinea l’importanza di estendere l’uso della doxy-PEP a comunità a rischio, in particolare nel sud e nelle aree rurali.

La prevenzione delle IST richiede un approccio equo e diffuso, affrontando le disparità di accesso e utilizzo. L’antibiotico doxiciclina solleva anche preoccupazioni sulla resistenza, ma i dati attuali suggeriscono un impatto limitato.

Un futuro con la doxy-PEP

La dottoressa Park ipotizza che la doxy-PEP potrebbe diventare parte integrante delle strategie di prevenzione delle IST, simile all’offerta di preservativi nelle cliniche. Il futuro potrebbe vedere una diffusione dell’antibiotico durante eventi come feste sessuali, contribuendo alla prevenzione.

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