Un documento controverso sostiene che le “megacostellazioni” satellitari come quella di SpaceX potrebbero indebolire il campo magnetico terrestre e causare “stripping atmosferico”. Dobbiamo preoccuparci?

2 mesi ago

Un’allarme ambientale: le conseguenze delle “megacostellazioni” satellitari

Un recente documento solleva preoccupazioni sul possibile impatto delle “megacostellazioni” satellitari, come quella di SpaceX, sull’ambiente terrestre. La presenza di detriti spaziali potrebbe minacciare il campo magnetico del nostro pianeta, generando problematiche come il “stripping atmosferico”.

Le opinioni degli esperti

Sebbene le affermazioni dello studio siano oggetto di dibattito, diversi ricercatori concordano sull’importanza di indagare sull’entità del problema. Gli effetti negativi delle “megacostellazioni” non si limitano solo all’interferenza con osservazioni astronomiche e al rischio di collisioni spaziali, ma potrebbero estendersi al momento del disfacimento dei satelliti.

Attualmente, la maggior parte dei satelliti defunti viene fatta rientrare nell’atmosfera terrestre per bruciare e ridurre così la presenza di rifiuti spaziali in orbita. Tuttavia, durante questa fase, i satelliti rilasciano particolari metallici nell’atmosfera superiore, contribuendo all’inquinamento spaziale.

Un’allerta scientifica

Secondo un recente studio teorico condotto da Sierra Solter-Hunt, dottorando presso l’Università d’Islanda, la polvere atmosferica generata dai veicoli spaziali potrebbe mettere a rischio la stabilità della magnetosfera terrestre. L’eventuale proliferazione delle “megacostellazioni” potrebbe portare a un significativo accumulo di polvere, compromettendo la capacità del campo magnetico terrestre di proteggere l’atmosfera dalle radiazioni solari.

Il problema sollevato da Solter-Hunt evidenzia la necessità di approfondire gli studi sull’impatto ambientale delle attività spaziali, al fine di valutare e affrontare eventuali rischi concreti per il nostro pianeta e il suo ecosistema.

Eccesso di spazzatura nello spazio

Attualmente non possiamo monitorare la polvere dei veicoli spaziali nell’atmosfera, ma secondo esperti come Solter-Hunt, l’aumento della spazzatura spaziale potrebbe essere considerevole, con un impatto sul numero di particolato metallico nei cieli.

È previsto un aumento significativo di satelliti privati in orbita attorno alla Terra nei prossimi decenni, con stime che oscillano tra 500.000 e 1 milione di unità. Ciò potrebbe portare a un aumento drammatico della polvere spaziale nell’atmosfera una volta che questi satelliti diventeranno obsoleti e cadranno sulla Terra.

Destinazione della polvere spaziale

Secondo Solter-Hunt, la polvere dei veicoli spaziali potrebbe accumularsi nella ionosfera superiore, tra i 50 e i 400 miglia sopra la superficie terrestre, e potrebbe persistere indefinitamente in quella regione.

La rimozione efficace di questa polvere dalla ionosfera rimane una questione aperta, con implicazioni sul nostro ambiente e sulle attività spaziali future.

Impatto sulla schermatura magnetica

L’eventuale incendio dei numerosi satelliti proposti potrebbe generare una rete conduttiva attorno al nostro pianeta, alterando il campo magnetico e creando rischi per la magnetosfera.

L’indebolimento del campo magnetico potrebbe esporre i satelliti a radiazioni dannose e tempeste solari, minacciando la sicurezza delle infrastrutture spaziali esistenti.

Scenario peggiore: le conseguenze

Nel peggiore dei casi, un’elevata presenza di polvere spaziale potrebbe rendere più difficile il lancio di nuovi satelliti nello spazio a causa di interferenze con i sistemi elettronici di bordo, creando problemi pratici per le future missioni spaziali.

L’aumento della spazzatura spaziale rappresenta una sfida crescente per l’ambiente spaziale e per la sostenibilità delle attività spaziali a lungo termine.

Un’allerta sul futuro atmosferico della Terra

Uno scenario prospettico prevede un possibile scenario in cui l’aumento delle radiazioni solari potrebbe iniziare a erodere l’atmosfera terrestre, situazione simile a quanto avvenuto su Marte e Mercurio.

Questo fenomeno, noto come “stripping atmosferico”, rappresenterebbe un caso estremo che potrebbe richiedere secoli o millenni per manifestarsi completamente.

Effetti dell’inquinamento spaziale e delle megacostellazioni

Anche se l’atmosfera rimanesse intatta, la polvere dei veicoli spaziali potrebbe causare danni. L’inquinamento atmosferico da particelle come l’ossido di alluminio potrebbe danneggiare lo strato di ozono, aumentando eventualmente i buchi sopra i poli terrestri.

Inoltre, la magnetosfera terrestre mostra segni di indebolimento naturale, il che potrebbe essere accelerato dalla presenza di polvere spaziale proveniente dai veicoli in orbita.

Il ruolo cruciale della ricerca scientifica

Le preoccupazioni per l’impatto delle megacostellazioni private come Starlink di SpaceX sull’astronomia.

Il documento evidenzia i potenziali problemi legati alla polvere spaziale, sottolineando la quantità allarmante che potrebbe accumularsi nell’atmosfera terrestre. Questo primo passo è ritenuto cruciale da alcuni ricercatori.

Samantha Lawler, un’astronoma dell’Università di Regina in Canada, sottolinea che le conseguenze di questo inquinamento potrebbero essere inaspettatamente significative e diverse da quanto si possa immaginare.

Critiche agli scenari delineati

Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che gli scenari prospettati siano troppo speculativi o basati su ipotesi non del tutto accurate. Ad esempio, la creazione di uno scudo magnetico completo tramite la densità di polvere spaziale discussa è considerata improbabile da parte di alcuni scienziati.

Queste opinioni contrastanti mettono in evidenza la necessità di ulteriori ricerche e valutazioni per comprendere appieno i potenziali impatti dell’inquinamento da veicoli spaziali sull’atmosfera terrestre.

La critica degli esperti

Secondo il dottor James Doherty, scienziato planetario dell’Università di Rochester, molte ipotesi del documento sono sbagliate e troppo semplicistiche.

Manca un modello accurato

Non è stato previsto come la polvere dei veicoli spaziali si distribuirà nell’atmosfera, né la sua durata o conducibilità, rendendo incerta la possibilità di una schermatura magnetica.

Le riserve sugli aumenti futuri

Secondo il ricercatore Fionagh Thompson dell’Università di Durham, il numero di futuri satelliti in orbita potrebbe essere esagerato, data l’incertezza sui lanci effettivi.

La posizione degli esperti

Nonostante risultino scettici, gli esperti concordano sulla necessità di ulteriori ricerche per valutare gli effetti dell’inquinamento da metalli nell’atmosfera.

Una questione da non ignorare

Secondo Thompson, l’inquinamento spaziale va considerato come un fenomeno inedito che richiede approfondimenti e immediate azioni di studio.

Un appello alla ricerca

L’esperto Lawler sottolinea l’urgenza di approfondire gli studi sull’inquinamento spaziale, riconoscendo la mancanza di certezze sulla sua reale portata e impatto.

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